Viaggio tra i disagi estivi di San Saba

Erosione della costa, servizio postale praticamente inesistente e molti altri piccoli problemi. Ecco con cosa devono fare i conti i cittadini di San Saba, piccolo villaggio rivierasco della zona nord di Messina. Nonostante tutto, nei mesi di luglio e soprattutto agosto il villaggio continua ad essere meta di numerose famiglie messinesi e non, che puntualmente decidono di affittare una casa per un mese o per sfruttare quella di proprietà. La temperatura mite del mar tirreno continua ad attrarre, anche se il villaggio sembra vivere una fase abbastanza decadente.

Le serate danzanti al chiaro di luna organizzate al centro della piazza del paese dall’allora proprietario dell’ex bar Tropical, Salvatore Cucinotta, sembrano essere ormai un lontano ricordo. Tanto per intenderci stiamo parlando della seconda metà degli anni ’90, quando smatphone e selfie non erano neanche contemplate, ma molti giovani illuminavano con i falò l’intera spiaggia la notte di ferragosto, prima dell’immancabile tuffo a mare. Di quella San Saba adesso rimane ben poco, camminando la sera per quella stessa piazza adesso di giovani se ne vedono davvero ben pochi. Per chi cerca svago e divertimento c’è sempre l’Oasi Azzurra di Franco Previti, attività che nel corso degli anni è riuscita ad attrarre un gran numero di turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. A poter documentare la metamorfosi del paese è il consigliere della VI Circoscrizione Mario Biancuzzo, che di San Saba è residente. Proprio lui che puntualmente viene riconfermato al consiglio circoscrizionale, non ha dubbi su quale problema mettere al primo posto: “Sicuramente l’erosione della costa – ha dichiarato – ci sono molte zone del villaggio che sono a forte rischio. In molte contrade il mare è quasi a ridosso dall’abitato e durante le mareggiate invernali spesso invade le abitazioni.

Questo fenomeno è facilmente riscontrabile, se vent’anni fa dalla strada al mare c’erano 150 metri di spiaggia, la stessa adesso è ridotta al lumicino” Un altro grave disservizio per i residenti riguarda l’assenza della distribuzione della posta: “Le Poste Italiane hanno letteralmente abbandonato i villaggi della zona nord – ha continuato Biancuzzo – è stato chiuso l’ufficio di San Saba, stessa sorte è toccato a quello di Orto Liuzzo e Rodia. Il postino a San Saba è diventato ormai una figura mitologica, i residenti per andare a recuperare la posta devono recarsi all’ufficio di Spartù o a Villafranca. Bisogna tener conto di un fattore molto importante e cioè che la maggior parte dei residenti sono persone anziane. Poste Italiane offre il servizio di scaricare via internet le raccomandate, ma molti residenti non sanno utilizzare il computer quindi non riescono ad adempiere a obblighi importanti come quello del pagamento delle bollette”. Sembra ormai appartenere al passato il versamento di liquami che invadevano le strade del villaggio: “Questo ormai da tempo non accade. I tombini resistono e le strade sono libere. Purtroppo però continuano a persistere molte altre problematiche che impediscono a questo villaggio, ma direi anche all’interna riviera nord, di emergere. Potremmo diventare il polo turistico alternativo a Taormina, abbiamo un ottimo clima, mare stupendo e buona cucina, ma questo non sembra poter bastare”.

Antonio Macauda

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