Ars, Riscossione Sicilia verso la liquidazione. Fiumefreddo defenestrato

Riscossione Sicilia va in soffitta. Ma non subito. L’archiviazione della partecipata che si occupa delle cartelle esattoriali siciliane è stata rimandata all’anno prossimo: prima di scioglierla bisognerà stringere un accordo con il ministero dell’Economia che stabilisca la sorte dei dipendenti (che inizialmente si pensava di trasferire all’ex Equitalia). A perdere il posto fin da subito, è l’ amministratore Antonio Fiumefreddo, reo di aver comunicato alla stampa i nomi dei parlamentari morosi col fisco e di vantare un feeling piuttosto stretto con la deputazione grillina (si ricorderà l’ iniziativa comune volta alla compensazione dei crediti delle imprese nei confronti dell’ Erario).

L’emendamento per il mantenimento di Riscossione Sicilia proposto dalla giunta Crocetta, è stato bocciato all’ Ars con voto segreto. Sarà liquidazione? Non è detto: la discussione è rimandata di un anno quando il Parlamento siciliano avrà una composizione diversa. Non è da escludere quindi, che i nuovi membri dell’ Ars decidano per il mantenimento dalla società. Nel frattempo le assunzioni sono state bloccate, in modo che un eventuale spostamento riguardi solo i dipendenti assunti entro il 2016. Fiumefreddo invece viene immediatamente silurato: l’azienda, dall’ 1 ottobre, sarà gestita da un consiglio di amministrazione composto da tre persone scelte da Crocetta, ma con una clausola curiosa: i nuovi consiglieri non dovranno avere amministrato Riscossione negli ultimi cinque anni. Una sorta di conventio ad excludendum “anti Fiumefreddo”.

Il presidente Crocetta ha dichiarato rammaricato che il Parlamento ha scelto di liquidare un’azienda per la prima volta in attivo. Il presidente dell’ Ars, Giovanni Ardizzone, si è invece scagliato contro la scelta del voto segreto: “Se procediamo alla liquidazione di Riscossione Sicilia finiremo sui giornali per il voto segreto. Ognuno di noi ha le sue perplessità, qui di finti eroi non ne abbiamo bisogno. Ma votando la soppressione ci saranno degli eroi. Io sono convinto che Riscossione vada liquidata e l’ ho detto chiaramente ma non capisco la votazione a scrutinio segreto“. Il deputato del M5S, Francesco Cappello, ha parlato di un atto irresponsabile da parte del Parlamento.

Riscossione Sicilia resta in stand by ma molte altre norme hanno ottenuto il via libera. È passato l’ articolo che prevede il finanziamento di 3,9 milioni per l’ Irsap (Istituto  Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive) che consentiranno di pagare gli stipendi di circa 600 dipendenti per i quali i fondi sarebbero bastati solo fino a settembre. Per quanto riguarda il pagamento dei 1900 ex sportellisti delle Formazione professionale (che da giorni protestano davanti al Parlamento), sono stati stanziati 8 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 6 già esistenti. Disco verde anche alla norma che sblocca 2 milioni per risarcire gli imprenditori danneggiati dalle lungaggini dei cantieri per le infrastrutture a Palermo e quella riguardante le pensioni dei dipendenti Asi. Ok ai ticket online: si potranno stipulare delle convenzioni per vendere via web i biglietti dei musei. I Comuni potranno fare ricorso a fondi propri per incrementare le ore dei “Cantieri lavoro“, la forma sperimentale di reddito minimo di inserimento attiva da qualche anno. Passa anche la norma sullo sblocco delle concessioni demaniali e quella che consente ai Comuni di redigere i Piani amianto e i Piani regolatori. Nel testo infine la nascita di un piano triennale dei beni immobili da dismettere e il recepimento delle norme nazionali sugli affitti.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial