La stilista del “panaro”. Flora Tumminello presenta la “Chili Bag”

Un paniere, creato secondo la tradizione artigianale siciliana, con canne di fiume tagliate a listarelle e rami di ulivo selvatico, solitamente utilizzato per la
raccolta degli agrumi, olive, ficodindia, funghi e verdure adesso diventa un oggetto di moda. L’idea molto originale è stata lanciata lo scorso anno da Flora Tumminello, giornalista e adesso imprenditrice, che ha voluto reinterpretare “u panaru sicilianu”, trasformando l’indispensabile strumento di lavoro dei contadini in un oggetto unico ed elegante: un borsa femminile, con rivestimenti in tessuto pregiato e ornamenti raffinati anche in ceramica.

“Mi trovavo nella mia casa a Santo Stefano di Camastra – racconta Flora – quando ho intravisto questo oggetto un po’ nascosto tra gli utensili di casa. Mia madre ci metteva le mollette dentro. Ho letto la linea, la bellezza, la leggerezza, gli intrecci che adesso non si fanno più. Un giorno lo presi in mano, quasi ipnotizzata. Era lesionato, divorato dal tempo. Decisi di rinnovarlo un po’ con dei peperoncini in ceramica. Uscì per il paese con questo panaro che per me era splendido, non preoccupandomi di quello che potesse pensare la gente vedendomi con un oggetto del genere posato sul mio braccio. Era la mia borsa.” Subito dopo iniziano i classici passaparola al femminile, quelli che riguardano le mode, le novità, gli accessori originali e che permettono a Flavia di guardare oltre e dare concretezza alle sue borse originali. Spinta dalle pressioni di alcune amiche di Milano, comincia a creare sempre più panari, inizialmente con le lane o recuperando delle ceramiche, e le vende ad alcune donne innamorate della sua originalità. Commissiona al cestaio di Santo Stefano di Camastra circa 13 panari, tutti disegnati da lei per la sua prima collezione “Chili Bag”, cucendo dei peperoncini di ceramica sui panari e rivestendo i manici con stoffe di qualità. Il successo avuto con le sue creazioni convince Flora a fondare un marchio per riconoscere i suoi lavori e dona un tributo alle sue origini e agli antichi mestieri siciliani con il logo “Santo Stefano di Camastra Bag. Trinacria”.

Flora Tumminello – Chili Bag

Per la creazione dei suoi pezzi unici si “intrecciano” il mestiere del cestaio, dell’artigiano ceramico, dell’artista pittore, della sarta. La borsa esprime folklore, storia, usanza e tradizioni isolane elementi reinterpretati in chiave glamour e contemporanea. In un primo periodo decide di rimanere a Santo Stefano per ricercare e sperimentare nuovi materiali locali con i quali creare e arricchire i suoi panari. “Faccio la spesa in spiaggia. I miei prodotti provengono dalla risacca, sono rieducati dal mare, sottoposti a speciali trattamenti artigianali, il tutto è avvolto in stoffe pregiate, pure e naturali”.  A febbraio di quest’anno rientra in Lombardia, dopo aver disegnato e prodotto le sue collezioni, adesso è il momento di trovare un posto per loro e cerca di comunicarne lo spirito. Nonostante un’iniziale fase di stallo per problemi di posizionamento dell’articolo, valutazione del target, e qualche “no”, decide di reinventare il prodotto adattandolo alle esigenze del clima invernale. Non più peperoncini, fichi d’india o conchiglie cucite sulle sue borse. La nuova collezione è decisamente più rock, o per meglio dire “Rockins” (tributo ad un brand londinese). I panari sono rivestiti da pellicce di riciclo, una coda di volpe nera avvolge il cesto vintage e crea un prodotto di nicchia principalmente per un target giovanile. Successivamente presenta la sua nuova collezione al Rotary Club di Lodi cercando di entrare nel campo imprenditoriale e acquisire competenze per decidere in quale mercato inserire le sue creazioni. Sceglie di pubblicizzarsi in autonomia attraverso i social quali Facebook e Instagram dove molti commercianti, vedendo le foto delle sue opere d’arte, la contattano per collaborazioni di vendita ed allestimenti in vetrina.

Proprio su Instagram riceve dei like da parte di Dolce&Gabbana, con i quali condivide gli spazi in una vetrina di Lodi insieme ad altre grandi firme come Prada e Gucci. Flora Tumminello ha avviato la sua start-up autofinanziata, credendo in questo sogno, volendolo portare avanti. Si confida: “non è stato semplice all’inizio, molti erano scettici e non credevano in questo oggetto per me prezioso. Ma crederci è il primo inizio per il cambiamento. Adesso non ridono più”. È un panaro anti convenzionale, trasporta origini, storia, identità e provenienza. SSCBAG è una borsa ispirata dalla tradizione siciliana, pensata per le donne che indossano i loro capi integrando gli accessori in modo estroso. “Le intuizioni migliori nascono da un gesto casuale –continua Flora– la stessa forza casuale con cui veniamo al mondo. SSCBAG è la mia storia, è la storia di un territorio. L’attività antica e contadina dell’intreccio del panaro, un semplice cesto intessuto dai contadini nelle zone rurali della Sicilia”. Oggi sta lavorando alla sua vnuova linea in cui i suoi panari, oltre ad essere indossati, verranno acquistati come soprammobili per dare originalità ed eleganza distinguendosi nel design di casa. Ed ancora le “Bag in Bag”, una borsa busta creata con materiali pregiati quali seta di Como, juta, lini e le immancabili ceramiche di Valdemone.

La nuova idea nasce dalla ricerca dei tessuti poveri trattati naturalmente con sopra cucite espressioni del dialetto stefanese. Lo spirito con il quale Flora Tumminello porta avanti il suo progetto è sicuramente quello di non dimenticare le sue origini e di valorizzare l’arte e le materie prime della sua terra, investendo in prodotti innovativi per donare nuova vita a “u panaru”.

 

 

 

Maria Sole Denaro

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