VILLAFRANCA TIRRENA. Si è svolto lo scorso venerdi pomeriggio un incontro, aperto a cittadini e stampa, presso l’Aula consiliare del Comune di Villafranca Tirrena per comunicare ed informare riguardo l’iter della messa a norma dell’impianto di depurazione cittadino. Un momento di informazione che si è reso necessario anche a seguito delle voci che hanno fomentato sui social l’intolleranza verso il depuratore del centro tirrenico.
«L’obiettivo ultimo che l’Amministrazione si propone di realizzare è la delocalizzazione del depuratore dalla sua attuale posizione sul lungomare in una zona meno nevralgica e delicata», ha affermato il primo cittadino Matteo De Marco, per poi ammettere che: «Indubbiamente ci sono problemi relativi alla manutenzione della struttura, ma una cosa è certa: non vi è attualmente nessun serio rischio né per la salvaguardia ambientale né per la salute dei cittadini».

Le dure invettive del Sindaco si sono scagliate invece contro i tanto famigerati “leoni da tastiera” che «con le loro illazioni infondate screditano il nome di Villafranca e creano intorno al nome della cittadina voci che potrebbero comprometterne la forza d’attrazione turistica che tanto auspichiamo e per cui abbiamo lavorato finora. Abbiamo bisogno di più amor patrio e di critiche fertili, anziché di critiche sterili e false accuse basate su altrettanto false informazioni».

A supporto delle parole del primo cittadino non si sono fatti attendere i pareri tecnici dall’architetto Alessandro Tinaglia che ha affermato: «Il sistema di controllo del livello delle acque del depuratore è collegato ai telefoni dell’Ati (le ditte Trinacria Ambiente e tecnologie di Messina e Sideco srl di Lamezia Terme, imprese esecutrici del progetto di finanza privata, che hanno in gestione il depuratore dal 2013, dopo che l’Ato idrico aveva esaurito il suo periodo di gestione della struttura]. Ogni qualvolta si verifica un innalzamento critico del livello delle acque da trattare parte una segnalazione automaticamente, per permettere un intervento tempestivo della ditta che ha in gestione il depuratore».

Tinaglia ha aggiunto inoltre che «sono stati fatti rilevamenti nello specchio marino antistante il depuratore. Il Ministero della Salute ha confermato l’eccellenza della pulizia delle acque balneari di Villafranca», e prosegue «quando si vedono pannolini o altre sporcizie nel mare di Villafranca, quelli non sono residui del depuratore, perché le acque trattate nella struttura vengono filtrate e le acque residue vengono spinte a un chilometro dalla spiaggia per mezzo delle tubature sottomarine. Tutte le impurità che vengono denunciate non provengono dal depuratore».

LAVORI NEL 2018. Nel corso della conferenza è risaltata l’obsolescenza del depuratore, elemento che ne caratterizza la perdita di adeguatezza rispetto alla normativa vigente in materia di ambiente e depurazione. Pertanto gli intervenuti hanno affermato che, il progetto di ammodernamento del depuratore a cui il Comune di Villafranca Tirrena e l’Ati stanno lavorando, per permettere la risoluzione delle criticità riscontrate circa gli odori molesti e il rischio di sversamenti in mare, sarà avviato fattivamente nel periodo invernale, intorno ai mesi di gennaio o febbraio 2018, evitando quindi i periodi di maggiore attività, che si concentrano nel periodo estivo, a causa dell’aumento esponenziale della popolazione residente nel comprensorio villafranchese. Vagliando il periodo invernale, gli intervenuti hanno rassicurato i presenti circa il precedente espletamento dei vari e obbligati passaggi burocratici, necessari per approvare i progetti esistenti e renderli operativi. Il depuratore, durante il periodo di adeguamento, continuerà a rimanere in funzione, per evitare l’insorgere di disagi, e sarà oggetto di interventi settoriali, vale a dire con il suo miglioramento procedendo parte dopo parte.

LE CRITICHE . Non sono mancate le accuse e le domande inquisitorie da parte dei membri dell’opposizione e di singoli cittadini presenti. Rimane ancora controversa la veridicità di un avvenuto sversamento di acque reflue in un piccolo corso d’acqua che sfocia nel mare. I consiglieri d’opposizione Zirilli e Cucinotta hanno affermato di aver assistito allo sversamento dei liquami del depuratore in mare, mentre il Sindaco ha sostenuta una versione opposta, ovvero che, per quanto ci fosse stato un trasbordo delle acque dal depuratore e un suo deflusso nel corso d’acqua limitrofo al depuratore, le forze manutentive avrebbero scongiurato il riversamento di quelle acque nel mare. Ulteriori critiche sono state sollevate circa i controlli da destinare alla qualità del trattamento delle acque all’interno del depuratore.

Il professore Ezio Bruno ha affermato che questi controlli dovrebbero essere competenza di enti terzi rispetto ai committenti (Comune e Ati, in questo specifico caso. L’Ati ha prodotto la documentazione relativa alla qualità della depurazione svolta). L’attività di controllo della qualità delle acque depurate spetterebbe dunque a uno degli enti sanitari pubblici presenti sul territorio. La risposta dei rappresentanti dell’Ati ha dato parere negativo in risposta, ammettendo di attenersi scrupolosamente alle norme vigenti. Le forze dell’amministrazione sono dunque avversate su più fronti da una minoranza che sembra ancora insoddisfatta dalle risposte fornite, da una cerchia di cittadini che lamentano le difficoltà conseguenti alle esalazioni moleste, oltre che da una burocrazia farraginosa che sembra rallentare i buoni propositi e le azioni che Villafranca vorrebbe porre in essere. Ed ancora in una porzione di popolazione permangono ampi margini di dubbio e sfiducia, che potrebbero tramutarsi in esplosivo malcontento.

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