PALERMO. Ritorna il braccio di ferro tra ambientalisti e Regione sul tema della caccia. La protesta di Wwf, Legambiente, Man e Lipu si rivolge contro il calendario venatorio 2017/18 emanato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che anticipa al 2 settembre la pre-apertura della caccia, “una deroga “eccezionale” per sparare anticipatamente a conigli, colombacci, tortore, merli, gazze e ghiandaie”. Gli ambientalisti ritengono la scelta una «iattura» per le specie decimate da incendi e caldo.

“L’assessore Cracolici faccia l’amore e non la guerra, pardon la caccia”, ha commentato Franco Busalacchi, leader de “I nuovi vespri” e candidato alla presidenza della Regione. “Gli animali sfuggiti alla siccità e agli incendi dei boschi – spiega Busalacchi – frutto, questi ultimi, dell’incapacità amministrativa di Cracolici, che ha lasciato le aree verdi dell’Isola senza opere di prevenzione del fuoco, debbono, adesso, fronteggiare le doppiette dei cacciatori siciliani”.

Secondo Busalacchi “sparare agli animali è una manifestazione di inciviltà, di incultura e di insensibilità. Gli animali vanno tutelati e non ammazzati per il piacere sadico di gente va a caccia”. “Quando governeremo noi – conclude Busalacchi – la caccia in Sicilia verrà definitivamente bandita. I cacciatori, per quanto mi riguarda, potranno emigrare. E gli animali della Sicilia potranno vivere liberi e felici. L’assessore Cracolici lasci perdere Diana, dea della caccia, e si dedichi a Venere”.

L’assessore, da parte sua, ha replicato sottolineando che esistono numerose prescrizioni a tutela della fauna. “Il calendario venatorio della Regione Siciliana prevede regimi di tutela particolare per alcune specie migratorie, limitazioni sul turismo venatorio e sul numero di capi prelevabili e prescrizioni speciali nelle zone vicine alle aree interessate dagli incendi.” “Per la prima volta è stata introdotta una fascia di rispetto di 100 metri lungo i confini delle aree interessate dagli incendi, dove sarà interdetto il prelievo venatorio, oltre al generale divieto di caccia nelle zone percorse da incendio già previsto dalla legge. Inoltre sono state previste limitazioni sul turismo venatorio, nel rispetto delle indicazioni dell’Unione Europea.

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