Niente accordo tra le forze del centrodestra. L’appello all’unità lanciato da Silvio Berlusconi è stato respinto: Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono detti indisponibili ad un’alleanza con Alternativa Popolare di Angelino Alfano. Si complica lo scenario per le prossime elezioni regionali siciliane. La leader di Fratelli d’ Italia ha motivato il suo “no” con l’impossibilità di allearsi con chi governa la Sicilia insieme a Crocetta e l’ Italia insieme a Renzi. Dello stesso parere anche il Carroccio che, tramite il segretario regionale della Sicilia occidentale Alessandro Pagano, ha spiegato che il “fattore Alfano” produrrà una perdita di voti. Tutti i sondaggi dicono il contrario.

Si consolida sempre più la possibilità di vedere Alfano nell’alveo del centrosinistra. Sia Lorenzo Guerini che il ministro della Giustizia Andrea Orlando, si sono detti disponibili a ragionare su un’ alleanza elettorale con Ap, e non solo per la Sicilia. Decisivo per benedire il sodalizio sarà il nome del candidato alla Presidenza. La figura capace di unire il centrosinistra e di creare il cosiddetto “modello Palermo” a livello regionale, non è stata ancora individuata. Sicuramente nessun candidato alfaniano potrà essere spendibile in quanto sarebbe espressione del governo dimissionario, di cui Ap fa ancora parte.
La soluzione di Orlando continua ad essere quella del rettore dell’ università di Palermo, Fabrizio Micari, che però non piace  sia ad Ap che allo stesso Pd. L’ idea dei due partiti sarebbe quella di puntare su un nome politico: Pierferdinando Casini ha lanciato Gianpiero D’ Alia, Dore Misuraca o Giovanni La Via; nel Pd ritorna in auge il sottosegretario Davide Faraone.

Crocetta intanto non abbandona l’idea di ripresentarsi e bolla come finto civismo il movimento Leoluca Orlando, volto a restaurare la vecchia classe politica. Il governatore ne ha anche per l’ex rettore dell’ università di Palermo, Roberto Lagalla, candidato alla presidenza con il suo movimento Idea Sicilia, considerato come espressione di Totò Cuffaro. Crocetta ha inoltre confermato di essere disponibile ad un passo indietro solo in presenza di un profilo come quello del presidente Pietro Grasso, che però ha già declinato l’offerta.

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