MESSINA. Si è svolta stamani, nella Sala Giunta di Palazzo dei Leoni, la conferenza stampa del Commissario straordinario Filippo Romano sulla gravissima situazione finanziaria della Città Metropolitana di Messina per analizzare e presentare tutti i possibili scenari che potrebbero realizzarsi nelle prossime settimane. La persistente crisi economica e la carenza dei finanziamenti, indispensabili a garantire l’espletamento dei compiti istituzionali, sta determinando l’impossibilità di assicurare ai cittadini i servizi essenziali quali viabilità e attività scolastica, settori che a breve rischiano di subire una pericolosa paralisi amministrativa.

L’ALLARME DI ROMANO. Casse a secco ed una situazione non più gestibile, anche dopo il prelievo forzoso stabilito della Finanziaria nazionale che ha risucchiato ciò che in maniera virtuosa l’Ente era riuscito a metter da parte. “Una cosa è certa. Se non lo dichiarano gli amministratori il dissesto – ha detto il Commissario – verrà dichiarato dalla Corte dei Conti, ed è molto peggio”. Il Commissario straordinario, con i poteri del Consiglio Metropolitano, ha emanato dunque l’atto di indirizzo per la valutazione ed il definitivo accertamento dei presupposti di legge concernenti la dichiarazione di dissesto finanziario. “C’è gente che lavora da 35 anni in questo Ente e trovarsi a sessanta anni senza un futuro è drammatico”, commenta affranto Marcello Botta, uno fra gli 840 dipendenti che vivono in bilico da mesi.

LE COLPE DELLA REGIONE. Per i sindacati vi sono anche colpe della Regione che non avrebbe devoluto le somme sufficienti. “Nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – spiega Santino Paladino, responsabile del dipartimento Province del sindacato Csa – si fa riferimento a 70 milioni di euro che la Regione, quindi Crocetta, avrebbe dovuto devolvere in più rispetto al 2016. Saremmo arrivati ad un totale di 183 milioni di euro che avrebbe consentito la sopravvivenza di questi Enti”.

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