“Malanova” che disco. La band della Valle del Mela continua a stupire

MILAZZO. Santulubbiranti è l’ultimo disco inciso dal gruppo etnico-folk siciliano “Malanova”, per l’etichetta Radici Music Records.
In quest’ultimo lavoro, il gruppo ha concentrato i suoi sforzi nella produzione artistica che riguardasse leggende e storie legate ai territori della fascia tirrenica messinese, compresa tra la punta estrema della Sicilia fino alla Valle del Mela.

Nel corso dei dodici brani che compongono l’album i Malanova hanno dato prova di saper mescolare in modo sapiente varie forme artistiche, creando un perfetto equilibrio tra recitazione e musica, lasciando trasparire una verve tipica degli antichi cantastorie. Per quanto si noti questa vicinanza alle tradizioni siciliane nello stile musicale, i Malanova hanno dato libero sfogo alla loro originalità, riuscendo a rendere più appetibili all’ascolto dei contemporanei le loro note, anche con l’introduzione di ritmi più serrati e strumenti non prettamente legati alla tradizione. Gli arrangiamenti perfettamente studiati permettono all’ascoltatore di interfacciarsi con temi musicali sempre diversi, che differiscono l’uno dall’altro creando un prodotto mai monotono. Questo particolare si manifesta anche per mezzo dello spettro di sensazioni trasmesse, che riesce ad oscillare tra toni malinconici e toni esplosivi, travolgenti.

Il disco non lascia adito a dubbi sull’afflato poetico che serpeggia e si insinua suadente in ogni testo, analizzando con delicatezza i temi dell’ingiustizia, perpetrata anche dalle stesse istituzioni generalmente credute in possesso di un’incontestabile saggezza (A ballàta i Pascàli Brùnu); la solidarietà disinteressata (A fammacia); e la furbizia, forse un riferimento alla scaltrezza stereotipica che viene affibbiata ai meridionali, che si manifesta nella personalità di Ulisse che fronteggia il pericolo rappresentato da Polifemo, chiaro riferimento ai forti prepotenti (Supramàri).

I Malanova non dismettono affatto una loro vena comica, che non scade affatto nel ridicolo e che fa avvertire tutta la forza che solo questa forma espressiva può mostrare in una critica pungente e salace agli stereotipi stringenti e alle maldicenze che vengono affibbiate ai siciliani, o che gli stessi creano a proprio uso e consumo (come le cosiddette ‘nciurie [trad. ingiurie]). La canzone con cui si trasmette scherzosamente questa critica velata è L’orsu (jò sugnu l’orsu sugnu mala cuscenza/ jò sugnu orsu e vegnu cundannàtu/ a fari l’orsu pi chistu ncatinàtu. Trad.: Io sono l’orso, sono la cattiva coscienza / Io sono l’orso e vengo condannato / a fare l’orso, per questo incatenato), in cui l’animale in questione, maschera tradizionale del carnevale saponarese, diventa un feticcio o capro espiatorio, assurgendo a simulacro di tutti i mali che affliggono le vite degli uomini e che merita dunque di essere additato, denigrato, cacciato.

Complementare al lavoro musicale dei Malanova è un volume illustrato in allegato.
La copertina a firma del fumettista Marco Soldi (noto per i suoi lavori bonelliani) fa da apripista ai ricchi contenuti che mostrano opere a disegni di vari artisti, intervallate da notizie, ricostruzioni delle tradizioni e delle storie di cui si canta nell’album, spartiti e traduzioni in inglese dei contenuti scritti, per rendere fruibile a livello internazionale quello che si è palesato come un capolavoro apprezzato in giro per l’Europa, a firma di un’eccellenza siciliana che molti ci invidiano.

I Malanova non sono stati solo musicisti e cantanti, ma potrebbero definirsi degli storiografi in musica della Sicilia, perché hanno riportato in auge, dai recessi della memoria popolare, un cosmo di emozioni e storie che ritornano vivide per far cantare e far riflettere gli ascoltatori. La band è riuscita a delineare in modo netto e preciso le virtù e le bellezze di una terra, senza dimenticarne i problemi endogeni o esogeni che hanno contribuito a condannarla e a renderla bella e tremenda, per come molti la conoscono oggi.

APPUNTAMENTO. Il gruppo Malanova si esibirà dal vivo il prossimo 18 agosto, alle 21,30,  nel Comune di Rometta, in piazza Santa Margherita, nell’ambito della manifestazione di premiazione della Rassegna Teatrale “Saro Costantino”. Una occasione per ascoltare i loro brani dal vivo.

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