Regionali: Armao o Musumeci, centrodestra alla scelta

Nello Musumeci o Gaetano Armao: sarebbero ormai questi i due nomi su cui sta lavorando Forza Italia per le regionali del 5 novembre in Sicilia. Secondo quanto filtra da ambienti di Fi, ieri mattina Gianfranco Miccichè, ha avuto nuovi colloqui con alcuni dirigenti del partito e con esponenti di Ap. Nonostante le continue chiusure da parte di FdI a un intesa con il partito di Alfano, Miccichè sta proseguendo nel tentativo di trovare un accordo complessivo per ricostruire il centrodestra attorno al modello del Ppe europeo; in questo schema il candidato alla presidenza della Regione dovrebbe essere l’avvocato Gaetano Armao, ex assessore all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo. Senza intesa, invece, Forza Italia alla fine potrebbe convergere su Nello Musumeci, in passato sottosegretario nel governo Berlusconi. Incontri e colloqui si susseguono a ritmi serrati tra i partiti del centrodestra e il quadro potrebbe essere più chiaro nel giro di 48 ore.

BERLUSCONI E GLI INDIGNATI. Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera” oggi in edicola, il profilo di Nello Musumeci, non convincerebbe a pieno Berlusconi. Al punto da confidare ai suoi parole di questo tenore: «Musumeci è un uomo di valore, ha il dono dell’eloquio, ma per la partita siciliana ci vuole qualcosa in più». Tradotto dal dizionario di Arcore, «qualcosa in più» significa Armao. Considerato l’uomo dei conti, Armao si era mosso in anticipo girando in lungo e in largo l’isola e costituendo un movimento—«Siciliani indignati» — che starebbe raccogliendo consenso e reclutando classe dirigente. Un modello che piace a Berlusconi perché in un secondo step la lista degli «indignati» servirebbe ad allargare il centrodestra 2.0 al quale lavora per le prossime elezioni politiche.

ALFANIANI A SINISTRA. «L’alleanza non è chiusa» ma «ormai siamo alle battute finali, penso che tra questa settimana e l’inizio della prossima sarà sciolta la riserva». Queste le parole del co-coordinatore degli alfaniani in Sicilia, Giuseppe Castiglione, uno dei veri portatori di voti del partito nell’isola, riportate oggi dal quotidiano “Il Giornale”. «Abbiamo detto che alla base di ogni possibile intesa ci vuole un programma – spiega il sottosegretario alle politiche Agricole e Forestali – e lo abbiamo messo a punto. Abbiamo lavorato molto insieme ai Centristi per l’Europa e nei prossimi giorni lo presenteremo alla stampa». Stilato il programma, agli alleati Ap e centristi hanno proposto anche alcuni nomi. Tre papabili alla carica di governatore: Gianpiero D’Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca. «Profili autorevolissimi per guidare questa alleanza» dice Castiglione, non nascondendo le ambizioni dell’area di centro. «Non crediamo più all’uomo solo al comando – prosegue -, la Sicilia ha bisogno di una buona squadra e il candidato presidente deve essere una persona di alto profilo morale, politico, professionale». Insomma il flirt con Forza Italia sembra, se non archiviato, quanto meno difficile da realizzare. Colpa di Lega e Fratelli d’Italia. «Mai pensato di stare insieme a Salvini e Meloni – dice il leader degli alfaniani in Sicilia -. Per noi ogni ipotesi di governo è stato sempre alternativo ai populismi dell’estrema destra. Il dialogo con il Pd sui contenuti invece è molto positivo».

ORLANDO ED IL “CAMPO LARGO”. Intanto in queste ore si stringe il cerchio su alleanze e candidato da sostenere in un vertice a Palermo convocato da Leoluca Orlando a Villa Niscemi, con i dirigenti di Mdp e Sinistra italiana. Dalla riunione, ragionano fonti della sinistra, dovrebbe emergere una posizione chiara e definitiva rispetto all’ipotesi di creare un “campo largo”, sul “modello Palermo” assieme al Pd e a forze centriste. Mdp e Si, assieme a Orlando, hanno sempre sostenuto il principio della discontinuità nella scelta del programma e del candidato rispetto al governatore Rosario Crocetta e ai partiti che lo hanno sostenuto. L’intesa con Alfano, però, non piace al sindaco di Palermo e l’incontro di oggi servirebbe proprio a tentare una strada alternativa all’alleanza con Ap. “Guardando alle prossime Regionali – ha spiegato il braccio destro di Orlando, Fabio Giambrone – è evidente che il ‘campo largo’ debba essere in chiara discontinuità rispetto ai disastri prodotti dalla Regione negli ultimi anni”.

Il tempo passa e a poco più di due mesi dal voto soltanto il Movimento 5 stelle ha ufficializzato il nome del suo candidato, che sarà Giancarlo Cancelleri.

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Antonio Domenico Bonaccorso

Giornalista pubblicista. Mi occupo di Rassegne Stampa, Monitoraggio Video&New Media, scrivo per 100Nove. Esperto in Comunicazione Pubblica. Ho troppe passioni, dalla Musica (bassista) al Teatro

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