“Rosso” Guttuso

Èin corso alla Fondazione La Verde La Malfa di San Giovanni La Punta CT, la mostra “Rosso Guttuso” opere 1934 – 1978, una selezione di lavori del pittore neorealista nato a Bagheria nel 1911 e morto a Roma nel 1987, tracciando un duplice percorso che è, allo stesso  tempo, cronologico e tematico. In mostra, infatti, sono esposte opere che vanno dal 1934 fino al 1978. Il testo critico in catalogo è di Giorgio Agnisola che scrive: “Il rosso è il colore della tragedia.

Nella famosa cartella Gott mit Uns, una delle testimonianze artistiche più angoscianti dell’occupazione nazista, realizzata allorché Guttuso fu riferimento nel suo studio romano del gruppo partigiano della capitale, il contrasto drammatico dei disegni è rappresentato proprio dalla contrapposizione tra il nero dell’inchiostro e il rosso del sangue in terra, versato dagli uomini barbaramente trucidati.” Quindi il rosso così com’è declinato all’interno delle opere di Renato Guttuso diventa sinonimo di sofferenza, passione, pietà, violenza, lotta, speranza, in altre parole, simbolo di vita attiva e partecipata, di vita sentita e vissuta, di vita umana ed in quanto tale debole e forte, buona e cattiva, reale e sognata. Gli olii su tela che ritraggono figure umane in interni domestici, nature morte, processioni di martiri, un carrettiere che riposa, dialogano con le chine su carta in cui quelli che appaiono abbozzi e appunti presentano già la consistenza del lavoro finito, come ad es. gli studi per la Crocifissione.

Non vi è alcun dubbio, Guttuso fu un grandissimo interprete del realismo italiano e del sentimento popolare. Nell’artista però la rievocazione non è rappresentata come nostalgia di un passato oramai lontano. Nelle sue opere c’è sempre quella vitalità mai nascosta ma sempre presente che dà forza anche alle opere minori. In queste opere presenti alla Fondazione La Verde La Malfa di San Giovanni La Punta, lo spessore dell’opera: “I martiri” – olio, tempera, inchiostro di china su carta intelata – 162 x 300 del 1954, da solo regge l’intera mostra. Mi fermo un attimo a riflettere: il mio pensiero non può non ricordare le tragedie frutto dell’odio del terrorismo, delle guerre che si “maturano” giorno dopo giorno nei diversi scacchieri mondiali del nostro pianeta. L’opera – se mai ce ne fosse bisogno – riassume la sofferenza, il genocidio, le stragi, le condanne a morte a mezzo di sistemi tra i più svariati. E lui è lì, assiste inerme, come il profeta, ad aspettare che tutto si compia. Agli uomini è stata lasciata libertà di agire ma la brutalità ha preso il sopravvento. Renato Guttuso ha realizzato tantissime opere di grande spessore molte delle quali sono state esposte a Palermo nel Palazzo Comitini e prima ancora alla sede dell’Ars. Guttuso non si discute, si ama soprattutto per la forza delle sue opere.

Un cronista del suo tempo che seppe narrare, attraverso la pittura, i drammi della nostra società ma anche le debolezze umane. La mostra è visitabile fino al 5 Novembre.

 

 

F.M.S.

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