Il nome in codice è “Benefit”. Ma non è un appannaggio economico per dipendenti o manager che hanno bisogno di arrotondare sullo stipendio. E’ la nuova iniziativa che parte da Messina con il marchio de “Gli Invisibili”, il gruppo di azione solidale fondato e coordinato dalla commercialista Cristina Puglisi.

Di che si tratta? Di un nuovo “store”, in via di allestimento a Messina, dove chiunque può entrare, provare un vestito tra i tanti esposti, una camicia, un paio di jeans, anche un vestito o un corredo per bimbi e uscire senza pagare. Unica condizione: lasciare qualcosa in cambio. Che sia utile agli altri. “Un posto- spiega Cristina Puglisi- dove poter prendere vestiti per i bambini che crescono troppo in fretta e un posto dove portare quelli praticamente nuovi che è davvero un peccato buttare..”. La differenza è che non si tratterà di una bancarella con indumenti buttati alla rinfusa, ma di un centroscambio vero e proprio dove chi entra avrà anche la consulenza di assistenti e dove tutto il materiale preso in carico viene prima registrato, poi lavato, stirato e cartellinato prima di ritornare ad essere indossato. Ad arredare Benefit sarà l’architetto Amelia Lamberto, che utilizzerà per l’occasione solo materiali di riciclo. Recenti indagini hanno dimostrato come oltre il 70% degli indumenti che finiscono in discarica può tornare a nuova vita. E alcune società ci hanno costruito sopra anche un nuovo modello di business: il Comune di Messina assegna a una società del pugliese lo spazio per le macchine che ritirato gli indumenti che poi finiscono In un grande centro di smistamento
che destina parte degli indumenti ai Paesi dell’Est. “Qui non c’è business”-spiega Cristina Puglisi-, che ha anche elaborato un piano di sostenibilità economica all’iniziativa che creerà anche un paio di posti di lavoro, oltre quello dei volontari: “Mettiamo in circolo beni che già esistono, con una logica di lotta all’inerzia e agli sprechi e un occhio alla qualità della vita e al principio della solidarietà umana: il privato che ci ha assegnato il magazzino, nel darmi le chiavi, mi ha esortato: vai e fai tutto il bene che puoi…” Da Messina sotto il marchio de “Gli Invisibili” è partita l’iniziativa “Pane in attesa”, la possibilità di pagare il pane “in sospeso” per uno sconosciuto che ha bisogno come si fa a Napoli per il caffè, che ora è diventata iniziativa di successo non solo in Lombardia, Sardegna, Puglia, Campania. Trentino, Liguria e Lazio, ma che sta conoscendo le sue prime iniziative anche in posti prima impensabili come la Germania.

L’iniziativa “Benefit”, è stata in incubazione per due anni, bloccata dalla mancanza di un “open space” adeguato. Ora è arrivato il privato che anziché tenere chiuso un magazzino, ha deciso di farlo vivere in maniera solidale, affidandone la gestione a “Gli Invisibili”, associazione che non è riuscita ad avere un comodato d’uso, richiesto da anni, dal Comune di Messina.

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