L’Editoriale – Accorinti, ultima corsa col Dalai Lama

La presenza del Dalai Lama in Sicilia ha segnato la differenza tra le bassezze della politica corrente e l’ascesi del pensiero. Lo stesso consiglio comunale messinese che ha tributato la cittadinanza onoraria al magistrato Nino Di Matteo, l’ha ora negata all’esule tibetano. Peccato che sulla crosta terrestre il Dalai Lama sia già cittadino onorario di Firenze, Palermo e decine di altre città, così come è amico di antica data tanto di Renato Accorinti che di Richard Gere o di Franco Battiato.

Le stesse cronache che hanno preceduto la presenza del Dalai Lama hanno lasciato trasparire pochezza e provincialismo così scribacchino e meschino, manifestatosi nelle critiche della fascia porta in segno di dono dal sindaco al religioso, un gesto tratteggiato come morboso, quasi da tifoso con sciarpa al collo. Questo modo cinico, falso, di affrontare  questioni etiche, ci dà il senso di quanto siano bacchettoni alcuni consiglieri-scontrino che oggi si candidano a sostituire Accorinti e alcuni “cacatintas” giornalistici che sparano anatemi moralistici a go go. Ma soprattutto ci dà la portata di quanto alcuni politici privi di argomenti e di voti, approfittino per nervosismo di queste occasioni  per ricordare la loro esistenza in vita, che ormai passa inosservata.

Che Renato Accorinti sia un fan di questo padre spirituale è un fatto noto ai più: se qualche critica va mossa all’operato del sindaco lo si deve fare, non certo per l’ospitalità dovuta al Dalai Lama, figura che merita certamente più accoglienza di altri ministri come Altiero Matteoli. Non foss’altro che gli interessi del Dalai Lama sono spirituali, quelli di Matteoli, forse a leggere le cronache sul Mose di Venezia prima che sul Ponte sullo Stretto, sono più acquatici che…terrestri.

Sollevare il livello del dibattito e della qualità dei candidati alla cosa pubblica, è necessario quanto sollevare la linea etica di chi fa finta di scandalizzarsi ogni giorno e non si è accorto per cinquant’anni chi ha saccheggiato Messina e parte della Sicilia. Riuscire a fare questa distinzione, è fondamentale per segnare lo spartiacque, tra riciclati e favoreggiatori. Accorinti arriva a fine corsa. Col fiatone e la maglietta “free tibet” inzuppata di sudore. Mentre Messina soffoca, lasciamolo respirare.

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