Naufragata l’ipotesi di una fusione tra l‘Anas e il Cas, il consorzio delle autostrade siciliane, il ministero dei Trasporti guidato dal ministro Graziano Delrio ha rispolverato la procedura di diffida inviata alla direzione di Contrada Scoppo sulle inadempienze del Consorzio.

Una lettera a firma dell’architetto Mauro Coletta, ex dirigente dell’Anas, ora direttore generale con responsabilità operativa sulle concessioni autostradali, contesta ben “350 gravi infrazioni non sanate” in questi anni e assegna il termine perentorio di 180 giorni per risolvere le inadempienze. Scaduto questo termine, de- cadrà la concessione sulla Messina- Catania e sulla Messina-Palermo. Già una prima volta, il Cas si è salvato davanti al Tar, per un appiglio formale, sostenendo ben 900mila euro di spese legali per mantenere in vita la concessione. Un fatto che ha gettato ora nel panico il presidente del consorzio, il gelese Rosario Faraci, e il direttore generale, Salvatore Pirrone, che si sono preci- pitati a Roma dove hanno solo avuto una conferma della procedura in corso.

La direzione del Cas, reduce da un viaggio-lampo a Milano per discutere le esposizioni del Consorzio con il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Pelanzona, presidente anche di Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali nella quale lo stesso Rosario Faraci è stato sempre “cooptato” tra i revisori dei conti, ora si mostra molto preoccupata.

Le contestazioni ministeriali sono molto puntuali e riguardano in massima parte la sicurezza stradale, attività per la quale, secondo Statuto, l’ente dovrebbe investire il 35% degli ottanta milioni incassati come pedaggi, alcuni non dovuti come gli introiti al casello di Divieto. I dieci km che separano l’uscita di Villafranca Tirrena a Messina pesano per ogni automobilista 1,20 euro, pedaggio “doppio” nel territorio di Messina vietato dalla legge, perché insiste già un casello a Tremestieri: il consigliere di quartiere Biancuzzo ha raccolto ottomila firme per dire no al ticket, definito “il tratto autostradale più caro al mondo”.

Le contestazioni ministeriali riguardano non solo il pessimo stato dell’asfalto, dei guardrail, delle gallerie, della segnaletica, ma tutto il sistema di transito che mette in pericolo la sicurezza degli automobilisti, al punto che per no un paci sta come il sindaco di Messina Renato Accorinti ha definito le autostrade siciliane un percorso di guerra: buche, transenne, mancanza di illuminazione.

La diffida di Mauro Coletta contro il Cas di Messina rischia di essere uno degli ultimi documenti rmati dal funzionario che ora, secondo i piani di rotazione mini- steriale, si dovrebbe trasferire alla vigilanza sule autorità Portuali. Al so posto è previsto l’arrivo di Vincenzo Cinelli, funzionario già responsabile della vigilanza sulle dighe.

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