Transumanza elettorale I centristi decimati

“Ius soli?”. Sono loro, dicono con un battuta a Forza Italia, “Alfano & D’Alia”. I riferimenti, più che ai deputati migrati altrove, sono al ter- ritorio politico che non c’è più: è sparito “il centro” dalla geografia politica siciliana. Settembre andiamo, sembra essere il motto della transumanza politica, “è tempo di migrar…”. Dove ? Nel Centrodestra. Si sconosce la decisionale di Pippo Sorbello, ma il gruppo dei Centristi per la Sicilia di Giampiero D’Alia è decimato: come deputati ora ha solo Giovanni Ardizzone, che si candida a Messina nella lista di Alfano, e Marco Forzese, che fa il capogruppo di se stesso.

E Alfano? Non conta più le perdite. Se D’Alia a Caltanissetta ha visto sparire in pochi giorni prima il segretario regionale Gianluca Miccichè, passato con Cardinale, a Trapani il capogruppo Mimmo Turano passato con l’Udc di Cesa, poi Gaetano Cani e Margherita La Rocca Ruvolo ad Agrigento, per Alfano si tratta di una vera e propria fuga …da Alcatraz. Da Alleanza Popolare sono andati via a Messina il senatore Bruno Mancuso, poi il deputato Nino Germanà: da Trapani Giovanni Lo Sciuto; da Catania il senatore Salvo Torrisi; da Palermo ha traslocato a Forza Italia l’ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che si è dimesso da coordinatore regionale del partito e ha deciso di appoggiare il candidato di Forza Italia, Anello.Una migrazione stimata in centomila voti a favore tutta del Centrodestra. E dire che ad inizio legislatura, nel 2012, a primeggiare erano i Grillini con 15 deputati, prima di perdere Antonio Venturino che ha deciso di passare al Psi e poi al gruppo Misto mantenendo lo stipendio e la carica di vicepresidente Ars. Erano i tempi in cui l’ex Ministro Gianpiero D’Alia era a
capo di un gruppo all’Ars di 13 deputati che teneva testa ai 14 del Pd, passato viavia a23,mentresisalivasullacarovanadel vincitore. Una strage quella dei “cambiacasacca”, che ha modi cato anche il senso della mobilità politica: lo scorso otto agosto a Scicli, 39 gradi al’ombra, Pierferdinando Casini ha presentato il candidato Orazio Ragusa dei “Centristi per al Sicilia”. Un mese dopo Orazio Ra- gusa è già dentro Forza Italia, partito che ha inaugurato la stagione dei ritorni strappando tutta la pattuglia dell’ex segretario regionale del Pd Francantonio Genovese, compreso il cognato, Francesco Rinaldi, capo dei deputati questori a Palermo. Ma a rappresentare l’irrequietezza, il nervosismo e la mobilità della nuova politica è certo il deputato Totò Lentini che è tornato a Forza Italia, dopo un breve passaggio anche alla Leopolda Renziana. Eletto nell’Udc,dopoaverefatto una breve sosta nell’Mpa di Raffaele Lombardo, è poi passato al movimento “Sicilia Democratica”, nato dopo lo scioglimento di “Articolo 1” di Lino Leanza. Ma nientrato per un breve periodo nell’Udc, è poi transitato nei “Centristi della Sicilia”, per poi passare de nitivamente con Forza Italia. Un segnale evidente di un disagio che né D’Alia né Alfano hanno registrato. Eppure più volte i senatori come Mancuso e lo stesso Cascio hanno espresso disagio per la scelta di quello che un tempo era Ncd, il Nuovo Centrodestra, di andare a sinistra.

Addirittura Francesco Cascio ha annunciato a Palermo di appoggiare apertamente i candidato di Centrodestra, Fabrizio Ferrandelli, che si opponeva al candidato di Cen- trosinistra, Leoluca Orlando. E’ andata a venire che Ferrandelli, ora dichiara che quella nel Centrodestra era solo una “alleanza tattica”, lui torna a fare il “Coraggioso” nelle contrade del Centrosinistra. Unico candidato che lascia Forza Italia, pe andare ancora più a Destra, è il ragusano Giorgio Assenza, che sposa apertamente il movimento di Musumeci, “Diventerà Bellissima”.

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