Neppure un bagno nella splendida spiaggia di Mongiove per Gilda Buttà, rientrata da una tournée in Cina, tre infatti le sue esibizioni nel mese di agosto. Le prime due, nei teatri di Pietra nell’ambito del progetto Anfiteatro Sicilia, l’ultimo per Castelbuono Classica , accompagnata da “Le Flutes en vacances” e diretta da Lorenzo Antonio Iosco. La incontriamo a Patti, nel suo “ natio borgo”, dove ci accoglie affabile, sorridente con il suo immancabile rossetto color rosso rubino.

Il suo è un caso raro, di “enfant prodige”che non solo mantiene le promesse, ma che supera le più rosee previsioni. “Ho iniziato da piccola a studiare con un impegno da soldato e non ho mai smesso. Anche oggi prima del nostro appuntamento sono stata davanti allo spartito per quattro ore.” Si è esibita con successo nei teatri più prestigiosi del mondo, da Tokio a Parigi per arrivare a New York dove ha vissuto, che effetto le fa sedersi sullo sgabello a Tindari?“ Il teatro antico oltre alla bellezza e alla perfezione architettonica, rappresenta l’infanzia, evoca ricordi emozionanti. Basta avvertire il vento tra le fronde, ed ecco che mi rivedo bambina, insieme ai miei genitori percorrere con passi ancora traballanti il percorso che dal santuario conduce al teatro. Mi rivedo bimba tentare si superare il muretto del belvedere per ammirare dall’alto i laghetti di Marinello. Ancora eccomi con un vestitino rosso ricevere in premio la collana di noccioline, e sentendo i concerti, sperare da adulta di ricevere gli applausi dal pubblico.” La immaginiamo anche noi bambina, incuriosita davanti al mobile nero che occupa il salotto, guardare gli ottantotto tasti e toccarli con grazia. Iniziò proprio così l’avventura di colei che sarebbe diventata tra i pia- nisti più conosciuti del globo, quando credeva di non essere ascoltata con manine ancora incerte sfiorava i tasti del piano. La madre sentendola lo raccontò al marito ed insieme fecero finta di uscire per darle modo di esprimersi il libertà. La bimba cadde nel benevolo tranello e iniziò una strampalata sonata, che però al- l’orecchio del padre insegnante di musica e violinista, suonò a meraviglia, la piccina potrebbe avere talento, pensò. L’intuizione paterna si rivela esatta, Gilda studia partecipa a tutti i concorsi e li vince.Si diploma al conservatorio di Milano a soli 16 anni, si presenta al premio Liszt e vince, spiccando un volo che non vedrà mai terra. A completare un per- corso di successi arriva il genio di Ennio Morricone, che sceglie la pianista pattese affidandole l’esecuzione delle sue composizioni in un sodali- zio artistico e umano imperituro. Ed eccola arrivare con l’aria scanzonata sul proscenio del teatro antico di Tindari, con un elegantissimo tailleur nero impreziosito da una collana et- nica e chic insieme, le scarpe da teenanager con paillettes nere, e gli immancabili ricci ribelli. Il concerto inizia in modo romantico con la Ballata op13 n 1 in sol minore di Chopin, seguita da una tra- scinante Rapsodia ungherese di Liszt. Esecuzioni perfette, i numerosi spettatori assorti e rapiti dalla magia delle note. Dopo una pausa la stessa pianista spiega la scelta dei brani, il legame imprescindibile e virtuoso tra musica e cinema. Così per tutti arriva impetuosa l’emozione di ascoltarle melodie più evocative della “Leggenda del pianista sull’oceano”, di rivivere la ce- lebre scena della sfida sul Virginian tra Jolly Roll Morton , il più grande pianista jazz e Novecento (Tim Roth).

La melodia diventa struggente con l’esecuzione di alcuni motivi tratti dal” Pianista” di Polanski, ed eccoci trascinati nella casa di Varsavia dove Szpilman viveva nascosto (Adrien Brody) e rivivere con lo stesso patema la scena in cui il musicista stremato dagli stenti, simula di suonare il piano. Dalla Polonia le instancabili mani della Buttà ci conducono verso la Nuova Zelanda, dove rivediamo nella nostra mente, Ada McGraft (Holly Hunter) in “Lezioni di Piano”, sedersi davanti allo strumento ancora imballato e ritornare a vivere suo- nando. Ci sembra di essere su quella spiaggia dove la piccola Flora volteggia beata, ci piace immaginare che la bimba incontrandone un’altra le regali le alghe che tiene strette in mano, ricevendo in cambio una collana di noccioline. Gilda Buttà conservando l’entusiasmo della fanciullezza ha regalato un concerto perfetto, op- portuno, impeccabile. Lo avevamo già scritto, l’esibi- zione del 16 agosto sarebbe stato l’evento clou del Tin- dari Festival e lo avevamo detto anche alla pianista che ha mantenuto le promesse, come sempre.

Marina Romeo

Share: