C’è chi cerca una conferma e chi, invece, agogna una attestazione di esistenza in vita per garantirsi uno strapuntino in vista delle elezioni nazionali. La distribuzione dei seggi su base provinciale e la certezza che a Caltanissetta non arriveranno ‘resti’, limita a tre il numero dei rappresentanti della provincia a Sala d’Ercole. L’unica possibilità – in verità non remota – che il numero dei deputati proveniente dal nisseno diventi quattro, si basa sulla vittoria, o sul secondo posto, di Giancarlo Cancelleri, candidato alla presidenza della Regione e nella lista provinciale di M5S, assieme a due candidati, Ketty Damante e Nuccio Di Paola, provenienti da Gela. Almeno uno dei due arriverà quasi certamente all’Ars.

Sulla base dei sondaggi finora realizzati parrebbe facile assegnare due dei tre seggi disponibili al centrodestra e al M5s. Sul terzo – a meno di inattesi plebisciti per uno degli schieramenti che sostengono Musumeci e Cancelleri o di un exploit dei sostenitori di Claudio Fava – c’è battaglia nel centrosinistra. La lista del Pd, che schiera l’uscente Giuseppe Arancio, la consigliera comunale nissena, Annalisa Petitto ed il niscemese Massimo Arena, parrebbe avvantaggiata sulle altre che sostengono il rettore Micari. Per cercare di mantenere in vita il “regno di Mussomeli” Sicilia Futura di Totò Cardinale, dopo la sfortunata partecipazione al governo Crocetta, è impegnatissima a serrare le fila. Cardinale addirittura ha deciso – come anticipato a luglio da 100Nove – di sfruttare l’indubbia notorietà mediatica nazionale dell’ex assessore regionale alla famiglia Gianluca Miccichè, gettandolo nella mischia, con Grazia Colletto di San Cataldo e Giuseppe Ventura,
ex assessore comunale “dem” di Gela, per cercare di scalzare dal terzo seggio il partito di sua figlia Daniela. Per mantenere ancora una volta la tenuta della Mappa al centro della politica siciliana, e continuare a sedersi “al baretto” di Palermo con gli esponenti che contano del centrosinistra, però, Totò Cardinale dovrà superare anche la soglia di sbarramento del 5% o, comunque, la soglia del 2% che consente ai partiti coalizzati di entrare in Parlamento.

Non parrebbe impresa impossibile per Sicilia Futura, ma se la gente dovesse andare a votare la percentuale del 5% potrebbe risultare alta. Del 2%, dicono i maligni, si accontenterebbe, in fondo, anche il Megafono di Rosario Crocetta. L’uomo che il 6 novembre diventerà con certezza ex governatore dell’isola, in provincia di Caltanissetta lancia nella mischia il consigliere comunale nisseno Salvatore Mazza ed il gelese Ennio Di Pietro. Si attende ancora il nome della quota rosa. Nel centrodestra Forza Italia schiera l’uscente Pino Federico di Gela, Michele Mancuso di Milena che può vantare il sostegno ufficiale dell’ex deputato regionale Rudy Maira, e la consigliera comunale nissena dell’Udc, Adriana Ricotta, che non correrà nella lista che il segretario Lorenzo Cesa è stato costretto a plasmare personalmente – e a chetare gli animi di chi già pensava alle elezioni nazionali – dopo le improvvise dimissioni, per motivi personali, di Giuseppe Galletti che da poche settimane era stato nominato coordinatore del partito in sostituzione di Ricotta.

La lista “Diventerà Bellissima” schiera Anna Comandatore consigliere comunale di Gela, Fabio Bennici presidente del Consiglio comunale di Niscemi e l’ex deputato regionale Michele Ricotta, di Serradifalco. Pare che non sarà della partita invece, una storica fedelissima di Musumeci, l’ex assessore regionale, Giovanna Candura. E ciò ha creato delusione e non pochi malumori in città. Nella lista Musumeci Presidente hanno già trovato posto Fabiano Lomonaco segretario provinciale di “Fratelli d’Italia” e il leghista gelese Angelo Chessari. Si attende la quota rosa. Anche Udc e Idea Sicilia sono in procinto di chiudere le liste.

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