MESSINA. Il personale della Dia di Messina, dalle prime ore del mattino, sta dando esecuzione alla misura cautelare del sequestro di un ingente patrimonio immobiliare destinato ad una struttura sanitaria operante nel messinese. A supportare l’operazione il Centro Operativo di Catania, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina. Il provvedimento giunge a conclusione di una capillare indagine congiuntamente condotta e coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia diretta dal Procuratore della Repubblica, dr. De Lucia.

IN AGGIORNAMENTO. I particolari dell’operazione, tuttora in corso, verranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà, alle ore 10,30, presso la nuova sede della Sezione Operativa Dia. di Messina, via Monsignor D’Arrigo n. 5, alla presenza del Procuratore Aggiunto della Repubblica di Messina, Sebastiano Ardita, nonché dei vertici dei Reparti operanti.

I DETTAGLI. L’intero complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con fondi prima portati all’estero e successivamente “scudati” e fatti rientrare in Italia con società create ad hoc. Questa l’accusa al centro dell’inchiesta della Procura di Messina sfociata nel sequestro, eseguito dalla Dia e dalla Guardia finanza, di ‘Villa Cappellani’, di proprietà della “Immobiliare Cappellani Srl”, imponente struttura che ospita la nota omonima clinica gestita dal Gruppo Giomi SpA, quest’ultimo estraneo all’inchiesta. Sigilli sono stati posti anche a rapporti finanziari. Il valore complessivo dell’operazione è stimato in 10 milioni di euro.
Tra gli indagati ci sono i fratelli Dino e Aldo Cuzzocrea, il farmacista Antonio Di Prima e Dario Zaccone, quest’ultimo ex presidente dei revisori dei conti del Comune. I primi tre sono accusati di trasferimento fraudolento di titoli e di valori. Zaccone, invece, è indagato per riciclaggio.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Sebastiano Ardita, è partita da una segnalazione della Banca d’Italia su operazioni sospette di rientro dal Lussemburgo di capitali in Italia, nel 2009, con l’utilizzo dello “scudo fiscale ter” . Dalle indagini della Dia e della guardia di finanza di Messina sarebbe emerso che l’operazione sarebbe stata realizzata per acquisire, con provviste ‘illecite’ precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei fidati prestanome, un consistente complesso immobiliare da destinarsi all’esercizio di professioni mediche. Il patrimonio della “Immobiliare Cappellani srl” sarà affidato a un amministratore giudiziario che consentirà l’erogazione dei servizi.

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