Nel consiglio di amministrazione fino a poco tempo fa figuravano anche l’ex presidente degli editori Italiani, Mario Ciancio e il vicepresidente nazionale di Confindustria Ivanhoe Lo Bello. Ma nella gestione dell’Università Kore di Enna, l’avamposto del diritto allo studio nella città più alta della Sicilia, i privati non hanno mai versato una lira: funziona tutto con soldi pubblici. Ma a decidere non sono mai gli enti-azionisti o i piccoli comuni che hanno finanziato per anni il consorzio. Chi sono i finanziatori?

Il Comune di Enna, la Provincia e la Regione che da ultima, in finanziaria, ha staccato un assegno di due milioni di euro. Ora per vederci chiaro, la Procura di Enna, dopo una lunga indagine della Guardia di Finanza del 2015 che ha accertato una serie di anomalie gestionali e amministrative, chiama a giudizio nell’udienza del dodici ottobre il presidente della fondazione Kore e del consiglio di amministrazione della Kore Cataldo Salerno, il rais del Pd ennese Wladimiro Crisafulli, l’ex deputato al’Ars del Pd Carmelo Tummino, l’onorevole Edoardo Leanza, ex deputato di Forza Italia, e l’ex presidente della Provincia Elio Galvagno. Gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato. L’accusa per tutti, è malversazione: non hanno “girato” un milione di euro che il Comune di Enna, aveva assegnato alla Fondazione Kore, nel 2012, soldi che non sono mai stati versati alla Università di Enna, così come prevedeva il delibera n 73 del 13 marzo 2009 del collegio straordinario di liquidazione dell’ente locale, già in dissesto finanziario, che ha fatto rientrare la somma come quella dovuta nella “massa passiva”.

Parenti dei componenti il collegio straordinario di liquidazione sono stati poi assunti, per una singolare coincidenza, dentro gli uffici dell’Università. Eppure questi soldi non hanno minimamente intaccato il ruolo- guida di Cataldo Salerno nella “governance” dell’Ateneo, fondato nel 1995 a seguito di una delibera del consiglio provinciale che ha orgogliosamente istituito l’Università, con un contributo di un miliardo di lire, dedicandola alla dea Kore, divinità delle messi idolatrata nelle campagne ennesi già nell’Antica Grecia. A questo contributo si sono poi aggiunte altre partecipazioni di enti Locali, da Nicosia, che ha versato ben trecento milioni, a Piazza Armerina, che ne ha assegnati altrettanti. In tutto venti comuni chiamati a raccolta per costituire il Consorzio Universitario che avrebbe dato ai giovani della
provincia, la possibilità di studio nella propria terra, anziché emigrare negli Atenei Italiani o nelle tradizionali università di Catania, Palermo e Messina.Ma dov’è l’inghippo?

In una gestione “personale” del presidente Cataldo Salerno, che a partire dalla guida della Presidenza della Provincia regionale di Enna nel 2003 con delibera consortile del consorzio universitario n.18 del 24 dicembre 2003, singolarmente presieduto dallo stesso Salerno, costituì la Fondazione della Libera Università della Sicilia Kore con sede in Enna. Una notizia che destò interesse e curiosità nelle altre Università italiane che hanno dato supporto con i loro docenti, come Catania e Palermo al remoto Ateneo: prima di farsi autorizzare un atto pubblico dal Miur aspettano per anni le decisioni centrali. Componenti del consiglio di amministrazione della neonata Fondazione vengono nominati in base all’articolo 19 dello statuto, “in via provvisoria” per un anno, “dalla costituzione della formale della libera università Kore di Enna”, Cataldo Salerno, Michele Galvagno, Wladimiro Crisafulli, Edoardo Leanza e Carmelo Tummino nelle rispettive qualità: il primo di presidente “pro tempore” della Provincia di Enna, gli altri in qualità di deputati regionali. Cariche elettive, destinate a decadere, se nel frattempo non si fosse ancora intervenuti sullo Statuto per prorogare le stesse “fino a tre anni”, sempre con gli stessi protagonisti, che poi finiscono con il rimanere inchiodati nella carica “vita natural durante”.

Un fatto scandaloso in sé che da una parte il territorio dalla gestione ordinaria e lascia mani libere a una elite che perpetua se stessa: un fatto che porta l’allora prefetto Fernando Guidi, a seguito di una dettagliata relazione contabile- amministrativa delle Fiamme Gialle, che svela alcune partite di giro tra Fondazione Kore e Libera Università: il milione di euro documentato in verso la Università, esce mai ingresso nei conti della struttura dell’Ateneo presieduta dallo stesso Cataldo Salerno, che non prevede nessun credito in bilancio. I soldi ci sono, ma si nascondono. Su un fondo di 1.400.885, 00 mila euro gli interessi maturati, 66mila euro in un anno, vengono invece utilizzati dalla Fondazione per rimborsi spese, consulenti, missioni e revisori dei conti, l’onorevole Tano Rabbito, ex deputato del Pd, Nicolò Treccarichi di Troina e Alessandro Lentini di Centuripe, i quali vengono essi stessi denunciati.

A seguito della mancata risposta a un quesito posto dal Tar Lazio sulla natura giuridica della Università, se di diritto pubblico o privato, il presidente prima non risponde e poi si dimette dalla carica il 25 novembre del 2015, sostituito dall’onorevole Leonardo Leanza. Un fatto non di poco conto; la natura dell’Università: gli Atenei privati, come la Luiss di Roma, non sono tenuti a pubblicare i bilanci, evento al quale invece non si può sottrarre l’Università di Enna che comunque attinge al 100% a fondi pubblici. Il prefetto Ferdinando Guidi sulla scorta dei poteri di vigilanza che gli competono per legge il 18 dicembre 2015 avvia la pratica di controllo della Fondazione “Kore” che si conclude con un decreto di commissariamento della Fondazione che determinerebbe la decadenza del consiglio di amministrazione dell’Università e “a cascata” quella “dell’imperatore”, Cataldo Salerno. Che corre però subito ai ripari: appresa informalmente la notizia da ambienti della Prefettura, procede in data 16 dicembre 2015 a riunire il consiglio di amministrazione dell’Ateneo e modifica “of course”, ancora una volta lo Statuto, estromettendo la Fondazione “commissariata”, con l’arrivo di tre prefetti: Francesca Adelaide Garufi, il professore Carlo Colapietro e il professore Angelo Paletta.

Nel frattempo, la Guardia di Finanza su ordine della Procura di Enna aveva proceduto al sequestro della somma di 989.050,00 euro, somme residue del contributo erogato dal Comune di Enna, già in dissesto. Ma dopo ventitrè anni di ininterrotto governo, Cataldo Salerno fa di più: invia il nuovo statuto al Ministero della Pubblica Istruzione. Con un piccolo trucco: monco, della preventiva autorizzazione della Fondazione Kore, commissariata dal prefetto, ma già “estromessa” per il suo stesso intervento dalla partecipazione alla gestione universitaria. Qui succede il miracolo: il ministero guidato dalla pidiessina Stefania Giannini, che vede come sottosegretario il renziano Davide Faraone, approva il nuovo statuto, complice, forse il riappacificato rapporto con il “barone rosso” di Enna bassa, Wladimir Crisafulli. Piccolo particolare: il prefetto Ferdinando Guidi, che ha applicato la legge, in una serie di girandole di incarichi, passa improvvisamente da Enna a Isernia. Miracolo delle rotazioni? La Guardia di finanza amaramente rileva nel suo rapporto: il decreto di legittimità è stato licenziato dal ministero della pubblica Istruzione, il 15 febbraio 2016, senza chiarire la domanda di fondo posta già dal Tar Lazio e dalla Procura di Enna: l’Università Kore, è pubblica o privata? La risposta è semplice: è pubblica per i finanziamenti che riceve; privata per la gestione.

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