Se Musumeci dice no ad Armao

Sul nome di Gaetano Armao da inserire nel listino del presidente, già designato vicepresidente, si consuma la prima crisi politica tra Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci. Il coordinatore di Forza Italia ha chiesto di inserire l’amministrativista di Santo Stefano Camastra, ma Musumeci ha tenuto duro, rispondendo che tutte le caselle erano già occupate, con due posti assegnati a Forza Italia: uno a Bernardette Grasso, l’altro allo stesso Gianfranco Miccichè.

Gli altri posti sono prenotatati per Mimmo Turano, che ha lasciato i centristi di D’Alia per l’Udc di Lorenzo Cesa; Roberto Di Mauro, in quota Mpa, che rappresenta la lista-contenitore di Saverio Romano “Popolari e Autonomisti” e che racchiude anche il movimento Idea-Sicilia di Roberto Lagalla, indicato come possibile assessore alla Sanità. Una casella poi è destinata alla  messinese Elvira Amata, in quota Fratelli d’Italia, che dovrebbe spuntarla su Carolina Varchi, e un posto per Giusi Savarino, la deputata che per prima ha sposato il movimento #Diventerà Bellissima di Musumeci. Ma quella di Musumeci, è forse una piccola, vendetta nei confronti di Gaetano Armao, che in un primo momento gli era stato preferito da Berlusconi come leader?

Dal quartier generale di Catania di Musumeci si minmizza e si liquida la questione come una normale trattativa sulla quale un partito, Forza Italia, tira per ottenere il massimo. Ma l’accordo in casa Musumeci è già chiuso così. Meglio ad Antonello. Da bocciare anche la foto di Beppe Picciolo, con la camicia arrotolata su braccia pelose, e la scritta: “Fare”. Se uno fa, non si mette a braccia conserte, no? Troppo aggressivo anche il volto di Ferdinando Croce, che ti punta contro lo sguardo e la mano e intima:”Niente scuse”. Ehi, ragazzo, rilassati. Non ci mettere…in Croce, si potrebbe rispondere. Più soft, l’immagine di Elvira Amata: la volta scorsa si è messa in pista, inginocchiata, pronta a scattare. Oggi è in una posa un po’ più casta, con il respiro trattenuto da “pancia in dentro” su camicetta, appena, appena sbottonata. Gli altri candidati che sono convinti di fare strada, anche più di cento passi, come Grioli presentano un bel faccione convinto e sorridente, puntando sull’effetto simpatia.

Per il resto, una noia mortale. Solo qualche bel volto, appare di tanto in tanto, dai balconi con il simbolo #Sarà bellissima, non facciamo i nomi della candidata, ma qualcuno potrebbe equivocare e dire: “lo sei già…”. Non la pensa allo stesso modo il professore Gaetano Armao. Con il consueto aplomb, risponde a 100Nove: “Gli accordi non erano questi: con Musumeci è confluito tutto il movimento a sostegno della mia candidatura. E’ normale che un vicepresidente designato entri nel listino. Fa parte della chiarezza dell’offerta politica, altrimenti gli elettori non capiscono. Già hanno a che fare con una legge elettorale cervellotica, senza doppio turno, votata dall’Ars che ha alzato la soglia in alcune province come Enna al 25% …così allontaniamo gli elettori dalle istituzioni”. Una partita non ancora chiusa, quindi. Mentre i sondaggi continuano a mantenere in testa l’offerta politica di Centrodestra di Musumeci- presidente. Ma è una offerta, come si vede da questa vicenda, molto delicata e fragile: basta un nonnulla perché la perdita di un pezzo della coalizione, riporti in testa i Grillini, i veri competitor nei sondaggi del voto del cinque novembre.

Alla mancanza di notorietà del primo momento non è arrivata per il professore Fabrizio Micari, la rimonta che si prospettava. Anzi. Hanno via via abbandonato l’idea dell’arcipelago tanti altri “isolotti” che si prospettavano. Sono rimasti in vista solo gli “scogli”, anche nel compilare la lista, come la concorrenza diretta del Megafono di Crocetta, dal quale tutti i componenti oggi insieme chiedevano “discontinuità”. Ma se “l’incoerenza” sta penalizzando il centrosinistra, la vittoria all’orizzonte in vista crea nervosismo nel Centrodestra.

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