Buttafuoco in campagna “lettorale”

Se qualcosa può andar male, andrà male”. La legge di Murphy, nella sua semplice perentorietà, sembrerebbe spiegare il disastro in cui è sprofondato nel corso degli anni il sistema Sicilia. Pietrangelo Buttafuoco, giornalista di origini catanesi, nel 2014 aveva già osservato e analizzato il fenomeno del fallimento siciliano, con il suo libro Buttanissima Sicilia. Dall'autonomia a Crocetta, tutta una rovina (ed. Bompiani).

A differenza di qualsiasi legge del Caos, compresa quella di Murphy, non sono né la casualità che domina l’esistenza umana, né le fortune avverse, ad aver boicottato il sogno isolano di redenzione dalla recessione economica e dalla crisi politica. Le cause che hanno decretato il peggioramento delle condizioni politiche, sociali ed economiche siciliane sono da ricollegarsi alla mala politica, alle decisioni sbagliate dei governanti, alle speranze mal riposte dei siciliani in rappresentanti della volontà popolare che hanno disatteso alle loro promesse. Il 2017 ha visto Buttafuoco calcare nuovamente le scene del dibattito sulla condizione siciliana, replicando il precedente successo con Strabuttanissima Sicilia. Quale altra rovina dopo Crocetta? (ed. La Nave di Teseo), riscuotendo un caloroso e numeroso benvenuto all’incontro di giorno 6 ottobre nella libreria La Gilda dei Narratori, a Messina. Le parole magnetiche di Buttafuoco hanno coinvolto e impressionato il pubblico a tal punto che i presenti si sono spesso profusi in applausi liberatori, quasi uno sfogo, dopo le analisi crude, amaramente veritiere e incontestabili del giornalista catanese. Più volte nel corso dell’incontro Buttafuoco ha ammesso: «Sarei contento di poter essere smentito da qualcuno, anzi, inviterei chiunque abbia qualcosa da dire a farsi avanti» e ha rincarato la dose «Dal mio punto di vista, allo stato attuale, non riesco a trovare un fatto che contraddica quanto ho scritto in Buttanissima Sicilia. È anche per questo che ho giudicato necessario replicare con Strabuttanissima Sicilia».

Non sono sfuggiti alla critica disincantata di Buttafuoco i comportamenti contradditori dei siciliani, come l’orgoglio di ritorno che cattura gli animi di tutti quando qualcuno estraneo alla terra sicula osa criticare lo stile di vita e l’efficienza siciliana. In questo caso l’autore ha ricordato lo scandalo prodotto dall’intervento di Franco Battiato («Sicilia, non ti basta solo il mare: sei un’isola di merda») all’Università
di Palermo, che ha scosso e ferito i sentimenti dei cittadini palermitani e, per estensione, anche gli altri conterranei. Al mirino dell’autore non sono sfuggiti i temi cardine della politica e della società siciliana: il tanto decantato volano turistico e l’ipocrisia che molto spesso sottende la cultura dell’antimafia. Buttafuoco ha confermato la presenza di un vasto panorama di beni artistico-culturali e naturali in Sicilia, ma ha evidenziato le criticità dovute alla mancanza di politiche efficaci, convinte e coerenti con gli obiettivi di rilancio economico a partire dal turismo. «La Sicilia possiede un enorme chilometraggio di coste, tutte capaci di ospitare una generosa mole di turisti. Dovremmo continuare a domandarci perché la più piccola Malta o le altrettanto poco estese Canarie spagnole riescono ad attrarre un numero di turisti maggiore rispetto alla Sicilia». Buttafuoco ha ricordato il polverone sollevato dalla figlia di Paolo Borsellino, Lucia Borsellino, che insieme al resto della famiglia non si era presentata al 23° anniversario della compianta scomparsa del giudice palermitano, decretando una frattura tra la famiglia Borsellino e la Regione Siciliana, che si era macchiata di un’ “antimafia di facciata”, secondo quanto aveva affermato Manfredi Borsellino.

Le motivazioni dell’assenza della famiglia dalla cerimonia di commemorazione erano state spiegate in una lettera amarissima, e Luisa Borsellino da quel giorno lasciò i suoi incarichi alla Regione e la Sicilia stessa. Le storie di rottura, di ipocrisia, di scene che si sono sviluppate e ripetute nel tempo, sono all’ordine del giorno in Sicilia, ma Pietrangelo Buttafuoco ha sostenuto che uno dei problemi a cui deve far fronte il popolo siciliano è la memoria: «Sono tutti fatti, scene, immagini che ho catalogato in questa mia opera. Eppure nessuno ricorda questi avvenimenti, abbiamo preso l’abitudine a dimenticare. Sono necessari più esercizi di memoria» L’autore ha concluso il suo intervento con una ferma convinzione sul valore della lettura: «In questa mia campagna “lettorale” non c’è un candidato, c’è un libro. Non ci sono le sezioni, ci sono le librerie. Credo che leggere sia l’atto politico per eccellenza perché nella lettura, dove chiunque trova i torti e le ragioni, dove si ritrova sé stessi e ciò che non si vuole neppure trovare, si mette in moto lo spirito critico».

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