Se passa da Messina Crocetta non puo’ fare a meno di una sosta al Bar Irrera di Piazza Cairoli per una Coca cola con salatini.

Presidente, è finita?

E’ finita per chi?

Crocetta presidente a fine mandato e Crocetta candidato, con la lista bocciata a Messina.

La lista è vero che è stata bocciata, ma abbiamo già dato mandato all’avvocato Andrea Scuderi di Catania per fare ricorso urgente al Tar di Palermo e a fine settimana sapremo già cosa decidono i giudici.

Qualcuno dice che l’hanno fatta fesso?
Può darsi. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

Può raccontare come è andata?
Renzi mi ha chiesto di fare un passo indietro. Erano pronte le liste del Megafono a Palermo, Catania e Messina. Tre giorni fa si scopre che le liste del presidente Micari rischiavano di non essere chiuse per mancanza di candidati e questo rischiava di essere un terrificante flop per il centrosinistra, mediatico prima ed elettorale dopo.

E quindi?
Così Renzi mi ha chiesto di spostare i nostri candidati sulle liste di Micari e scopriamo che il 65% dei candidati sono in quota al Megafono, il 15% al Pd e il 10% a Micari: solo due i candidati espressi da Leoluca Orlando.

Tutto qua il contributo del Movimento del Territorio del presidente dell’Anci?
Si. Si è scoperto così che il “modello Palermo” semplicemente non esiste. E che “il partito dei sindaci” era una bufala: il re è nudo.

E questo l’ha portata a dire che Orlando è uno stronzo?
In genere gli stronzi galleggiano, in due, tre giorni qui è tutto squagliato come neve al sole. Ah Ah, Ah.
Non è un po’ ingeneroso da parte sua?
Faccia lei: Orlando ha imposto il rettore di Palermo come candidato e poi l’ha lasciato solo. Doveva portare nuova linfa, ma tutti sono scappati, parte dei centristi e dei moderati compresi. Scotto che paga non solo il Pd ma tutto il centrosinistra.

Ma Orlando è stato latitante da ultimo per altri dissapori, centristi come D’Alia e Cardinale hanno chiesto la discontinuità da Crocetta mesi prima, o no?
Si è trattato di polemiche strumentali all’interno della coalizione, che ora via via si sono chiarite. D’Alia, e anche La Via, mi hanno chiamato oggi per complimentarsi: riconoscono la mia lealtà alla coalizione e il mio senso di responsabilità. Sanno che mi sono sacrificato per il bene della coalizione.

E il suo “amico” Davide Faraone dov’è?
Sinceramente non lo sento da ieri. Non so dove si trovi in questo momento.
Ma dicono che l’altro ieri a Palermo lo cercavate perché aveva le firme per Messina e Siracusa e per tutta la notte non siete più riusciti a trovarlo?
Sicuramente io non so cosa faccia Faraone la notte, ma una cosa possa assicurarla: non è il mio tipo…
E fra tutti i politici che frequenta, chi ritiene essere il suo “tipo”?Il tipo “politico”, non mi faccia equivocare perché dopo cinque anni potrei dirne di tutti i colori, è certamente Matteo Renzi: ha parlato per più di un quarto d’ora in direzione e ha detto che senza me e Raciti non si sarebbero potute presentare le liste in Sicilia.
Quindi avremo presto Crocetta senatore?
No, non ho più l’età e non è una mia aspirazione.
Allora un ruolo in direzione nazionale?
In direzione nazionale del Pd ci sono già.
E il futuro di Crocetta, allora dove è?
Nella segreteria nazionale del partito. Cinque anni da presidente mi hanno sfiancato. Io amo fare politica e forse questo lavoro sul campo mi aiuterà anche a rigenerarmi.

Intanto la Sicilia affonda nei problemi di sempre, in cima ci sono ancora i rifiuti.
Dove è il problema rifiuti?
Nelle strade e nelle discariche, non se ne è accorto?
A quale tipo di rifiuti si riferisce?
A quella che si chiama emergenza di smaltimento a Palermo, Catania, Messina: non si è parlato pure di imbarcarli all’estero, i rifiuti?
E’ un problema mal posto. Nessun rifiuto è mai partito in nave dalla Sicilia per discariche esterne. La differenziata continua a crescere e noi abbiamo lavorato molto sull’impiantistica e sulla inertizzazione. Un processo che sta dà già da tempo i suoi frutti.
Ma i gestori delle discariche pare siano i soli a gioire, no?
Lo faranno sempre meno: con gli impianti il trasferimento in discarica diminuisce.

E i termovalorizzatori?
Noi abbiamo preferito l’inertizzazione e i piccoli impianti diffusi sul territorio.
Ma Renzi vuole fare due grandi termovalorizzatori in Sicilia, non glielo ha detto?
Io sono stato sempre contrario e Renzi non me ne ha mai parlato.
Dei due termovalorizzatori previsti dal governo, uno è a San Filippo del Mela.
E io sono contrario e l’ho sempre detto. Quello è un progetto dei privati… I profeti di sventura che parlavano di emergenza e rifiuti all’estero hanno avuto la risposta che meritavano. La Sicilia riparte, ora è risanata nei conti e non è più a rischio “default”.

Si parla tanto di discontinuità, ma Micari tra gli assessori ha segnalato ancora Alessandro Baccei al all’economia: restiamo sempre sotto tutela?
Micari non ha mai parlato di discontinuità. E anzi ha dato atto del risanamento che in Sicilia è stato portato avanti, cosa che ha riconosciuto anche il Pd, rilevando il Pil in crescita, il ritorno all’occupazione di quasi 75mila giovani e la gestione virtuosa dei fondi europei. Chi prenderà il mio posto passerà molto tempo a tagliare nastri per le inaugurazioni: ci sono già più di 1500 opere cantierabili.

Per 75mila nuovi posti, ci sono migliaia di siciliani con la valigia in mano. E la formazione professionale dalle denunce non è mai ripartita…
Ci sono stati ritardi nella compilazione dei bandi e per le sentenze dei Tar. Ma ora i decreti sono pronti e alla firma della Corte dei Conti…
Senta Crocetta, della giostra dei suo cinquanta assessori chi salverebbe?
Giostra, perché mai? Alcuni non meritano neanche essere citati, ma la maggior parte sono persone di qualità.
A chi si riferisce?
A persone alle quali sono anche legato da amicizia vera come Mariella Lo Bello, Michela Stancheris e Nelly Scilabra. In politica riescono meglio. Hanno una marcia in più.

Ma lei dice la stessa cosa degli omosessuali in politica?
Diceva il grande poeta Dario Bellezza, che “nessuno sa cosa si nasconde nell’ombra…”
Sta affermando che la classe politica siciliana resta sempre omofoba?
Alcuni pregiudizi, e io li sento forti su me stesso, sono duri a morire. Come la volgarità che li accompagna.

Una cosa che invece ritiene di avere fatto bene, e della quale va orgoglioso quale è?
La lotta alla mangiugghia. Molti non mi vogliono per questo. Gli manca la materia prima.

Ma non si è posto il problema che qualcuno possa essersi arricchito, dietro la fumosa lotta al mafia?
Non me ne se sono mai accorto. Altrimenti lo avrei subito denunciato come ho sempre fatto.
Una cosa che invece non rifarebbe mai più da presidente?
Il mio primo rimpasto. Avrei dovuto andare avanti di testa mia, con la giunta prima maniera, senza dare conto ai partiti. Ma sarebbe caduto presto il governo, e mi avrebbero accusato di incapacità governativa.
Manterrà ancora la residenza a Tusa?
Sì. Perché ho scelto Messina come mia città del cuore.

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