I presentabili di Ardizzone e D’Alia

"Presentabili e competenti". Ecco i candidati della lista di Alternativa Popolare che sostiene Fabrizio Micari nella corsa verso Palazzo D’Orleans, che è stata ufficialmente presentata lunedì nella sala dell’ex Consiglio Provinciale. Una location non casuale, perché l’operazione che ha fatto si che Messina diventasse Città Metropolitana ha una firma ben precisa. Questo punto Giovanni Ardizzone ci tiene a sottolinearlo, il presidente dell’Ars uscente mette da parte ogni tipo di modestia tiene a sottolineare quanto concluso in favore della città in questi cinque lunghi anni.

“Non abbiamo scelto a caso la sala consiglio di Palazzo dei Leoni perché se oggi Messina è Città Metropolitana e se grazie a questo abbiamo firmato i Patti per il Sud lo si deve alla mia proposta. Mi auguro che il governo nazionale intervenga per scongiurare quel default causato dal prelievo forzoso e mi auguro ancor più che il Consiglio dei ministri impugni quel colpo di mano fatto dall’Ars e che ha affondato la riforma delle ex Province. Noi siamo qui, ci mettiamo la faccia e seguiamo la linea di coerenza. Siamo una squadra di presentabili, di professionisti competenti ed ai messinesi chiediamo un voto libero. Si è tenuta Messina in una condizione di servilismo. Noi chiediamo un voto libero”. L’avvocato messinese punta a recitare un ruolo primario nell’ambito della lista, ma attenzione  alle sorprese. A completare la squadra che spingerà la lista verso il seggio a Messina e provincia, saranno l’avvocato messinese Cettina Fasolo, Maria Grazia Fracassi, medico e docente alla facoltà di medicina e Chirurgia, Massimo Franchina, psicologo clinico, l’imprenditore Matteo Francilia, il segretario cittadino dell’Italia dei Valori, Salvatore Mammola, l’architetto Francesca Moraci e la dirigente sindacale Letteria Sciuto.

Senza neanche dover aspettare troppo, ecco arrivare il tema caldo di questa campagna elettorale: la presentabilità dei candidati. Ardizzone ha ricordato (con un pizzico di nostalgia) i metodi della prima Repubblica, quando l’impresentabile veniva accantonato in attesa di una sentenza a lui positiva o comunque di tempi migliori. Sotto questo punto di vista l’invito rivolto dall’eurodeputato, Giovanni La Via a Nello Musumeci è chiaro, ma guai a parlare con la bocca dei grillini: “Musumeci, da presidente regionale dell’Antimafia, ha più volte criticato presunti impresentabili. Bene, adesso invita i siciliani a non votare eventuali impresentabili, peccato che questi stessi impresentabili sono tutti a suo sostegno. Faccia una scelta chiara, dica agli elettori da che parte sta. Noi non abbiamo cambiato casacca solo perché qualche sondaggio farlocco ci da perdenti, noi non abbiamo scelto di cambiare barca solo perché qualcuno ci ha detto che il vento sta cambiando, noi siamo coerenti. Dall’altra parte non possiamo neanche parlare la stessa lingua di chi sa solo distruggere dicendo No senza costruire. Di chi tocca la pancia della gente promettendo reddito di cittadinanza senza spiegare dove verranno presi i soldi”.

L’attacco frontale a Francantonio Genovese e al centrodestra, arriva direttamente da Gianpiero D’Alia: “Che cosa sia il centro-destra oggi lo ha spiegato il candidato vice presidente di Musumeci, cioè Armao che ha dichiarato: questa è una coalizione di saltafossi. Se lo dice lui che fa parte di quell’alleanza ci crediamo. Ma restando a destra non ho voluto commentare e non lo farò la candidatura di Luigi Genovese ma a chi nel centro-destra messinese sgomita per trovare uno spazio che lui non darà, dico quel che è sotto gli occhi di tutti: Genovese è il padre padrone della destra a Messina, è il capo assoluto e deciderà lui chi sarà il candidato sindaco del centro-destra. Chi il 5 novembre voterà per questa accozzaglia di riciclati del centro-destra sappia che alle amministrative il candidato sindaco di quella coalizione lo deciderà Genovese. Punto”.

Anche Enzo Garofalo si è mostrato soddisfatto della qualità della lista: “Siamo pronti a parlare di progetti e non solo di nomi. C’è chi ha fatto della politica una professione, noi qui abbiamo professionisti che si vogliono impegnare nella politica”.

Antonio Macauda

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