Realizzare un documento complesso, formato da un cortometraggio dal titolo “Terrammare” che descriva, seppur in maniera fantastica, le condizioni di schiavitù a cui sono soggetti i minori ancora oggi. E’ la mission del corto cinematografico che vuole contribuire al dibattito pubblico veicolando, mediante l’uso di diversi linguaggi, conoscenze specialistiche intorno al tema dello sfruttamento del lavoro minorile e delle nuove forme di schiavitù rese possibili dall’ingresso in Italia di minori stranieri non accompagnati. Regista dell’operazione è Dino Sturiale.

Tutte le riprese verranno effettuate a Messina nell’area conosciuta come la “Real Cittadella”. Detto sito ricopre una vasta parte della città, situata nella cosiddetta “falce”; un istmo che identifica la città verso il porto. Qui troviamo diversi insediamenti di varia datazione, fra cui domina la fortificazione ’600ntesca, in essa numerosi ambienti caratterizzati da ingressi a arco a tutto sesto, spesso completati da chiavi di volta di genere antropomorfo, alcuni dei quali, ad oggi, abitati da homeless. Le caratteristiche di questo luogo lo rendono perfetto per idealizzare la giusta location cinematografica, nella quale collocare miniere di zolfo ottocentesche. Accanto ad esso insiste la struttura di un inceneritore abbandonato da decenni, oltre a una altissima canna fumaria in laterizio. L’insieme dà serenamente l’dea di un insediamento produttivo di fine ‘800. Il tutto è prospiciente al mare, sulle cui spiagge è presente una porzione della fortificazione, con interni composti da corridoi a navate con archi a tutto sesto.

Nelle acque antistanti emerge, a poche decine di metri dalla battigia, la prua di una nave affondata molti decenni orsono. Il “tetto” della porzione di una architettura sul mare si presta, inoltre, per essere considerata un luogo di stazionamento dei pescatori. In questo luogo fantastico, fuori da ogni concetto temporale viene “adagiato” il racconto. Bambini – operai – schiavi fuoriescono dalle viscere delle miniere di zolfo, novelli “ciaula o malupilu”, distratti dalle loro attività perché attinti dal sale delle lacrime delle donne e, colpiti da queste, tornano alla luce per espletare un pietoso dovere; accogliere le salme di bambini che il mare ha restituito. Piccoli corpicini di bambini migranti troveranno così una dimora nella terra che avrebbe dovuto accoglierli da vivi. Non mancano evocazioni letterarie. Il corto verrà sottotitolato in lingua inglese, con traduzione fedele al testo, per renderlo fruibile a un pubblico internazionale. Il cortometraggio in forma di docu-fiction, il convegno e i materiali di studio che saranno prodotti, sono da intendersi come un unico pacchetto che sarà a disposizione, non solo e non tanto degli addetti ai lavori, ma di tutte le agenzie educative impegnate sul terreno della tutela dei diritti civili e sociali e della garanzia nei confronti dei soggetti esposti al disagio sociale.

La proiezione sarà preceduta da un convegno sul tema: “Carusi del terzo millennio”, all’interno del quale verrà trattato l’argomento cardine del corto. Gli atti del convegno, raccolti in e-book, o su richiesta in cartaceo, saranno resi disponibili a quanti ne faranno richiesta. Davanti alla macchina da presa gli attori Luigi e Andrea Forzano, Filippo Orlando (tre bambini fantastici. Veri grandi attori). Nella parte degli scafisti Fadiga Mouhammad Freedowss, Berte Brahiman e Franck Pacome Mayes (Tre migranti, partiti in gommone, che vivono a Messina. Hanno interpretato il ruolo dei loro aguzzini). Donna con Tirso Elvira Ghirlanda Pescatrice: Margherita Smedile Soggetto e sceneggiatura Serafina Ignoto . L’adattamento Cinematografico è di Dino Sturiale. Produzione Il Carrettino delle idee. Direttore della fotografia Gaetano Saccà mentre tecnico di ripresa Peppe Lotta. Madrina: Angela Caponnetto, musiche originali Colorize DS Project di Silvio Scardino. L’iniziativa nasce con la collaborazione di “Città di Messina film commission”.

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