ActorGym, i nostri primi 10 anni

Era il 3 novembre del 2008. Una giornata un pò piovosa. Ed apriva i battenti all'Auditorium della Progetto Suono a Messina. Ora 10 anni più tardi, il 2 ottobre, stessa location, decine di spettacoli e performance alle spalle, da ultimo "Nessun'altra mai" nella Notte Bianca a Piazza Lo Sardo, centinaia di volti e di storie attraversati, ma stessa intenzione, imparare l'arte della recitazione, allenando le emozioni, senza limiti d'età o profilo. È l'Actorgym, la palestra degli attori. Dove il nutrimento è l'emozione.

Che trova "voce" attraverso il corpo, la parola, il suono, il canto. Così tra tecniche di rilassamento, movimento, emissione vocale ed esercizi di relazione, fiducia e concentrazione, e stage anche per la recitazione cinematografica e televisiva, senza un metodo preciso ma catturando il meglio d'energia dai migliori metodi sperimentati dagli insegnanti ossia Lee Strasberg, Stanislawski, Martha Graham, Meisner, Mikhail Checov, Limon, Matt Mattox, Pina Bausch, Vachtangov ed altri ancora, si diventa attori, si intraprende il viaggio per la professione, o ci si affaccia, coltivandolo come hobby, o ci si tiene in allenamento con l'espressione emozionale e l'arte attoriale, per chi vive il mestiere. 4 ore 2 volte a settimana. E da 7 anni c'è anche una sezione a parte per i più piccoli tra i 4 ed i 13 anni, ActorKids con la Foti alla recitazione, Federica D'Andrea alle esercitazioni musicali ed Antonio Gullo a tecnica del movimento.

Vincenzo, ActorGym compie 10 anni, mentre ActorKids 7: quali le novità per quest'anno?
«La novità più importante è che per tutti quelli che vogliono mettersi alla prova l'intero mese di ottobre è gratuito. Il che significa che si ha più tempo per comprendere se il percorso che noi offriamo sia ai bambini che agli adulti, faccia al caso loro».

Un bilancio di questi anni?
«Assolutamente positivo. Dieci anni fa le proposte formative in città erano pressapoco vicine allo zero. Oggi, grazie sicuramente alla nostra spinta che ha fatto da apripista, sono aumentate sino quasi a raggiungere un punto di saturazione. Molti sopravvivono a stento una stagione e poi svaniscono, noi siamo invece ancora qua! Meglio di così…».
Actorkids è stata la prima realtà del genere a Messina?
«In tutta onestà non credo sia stata la prima. In passato anche altri si sono relazionati col mondo dell'infanzia. Sicuramente il nostro metodo, che prevede che i piccoli allievi si cimentino anche con il canto, la danza e la dizione oltre che alla recitazione, rappresenta un'offerta unica».

La vostra mission?
«L'abbiamo presa in prestito dall'oracolo di Delfi: "gnoti sauton" ovvero "conosci te stesso". Il teatro è uno strumento straordinario per mettere in comunicazione il nostro mondo interiore con quello che è visibile agli altri. Aiutiamo i nostri allievi a esprimere al massimo il loro potenziale, dando libero sfogo alle emozioni che ogni giorno siamo costretti a reprimere per via delle etichette imposte dal vivere in società».


Quali le difficoltà in una città come Messina?

«Ne più e ne meno di quelle che troveresti se ti perdessi nel bel mezzo di un deserto a 40° all'ombra. La Cultura è sempre prima nei programmi elettorali e sempre ultima nelle azioni amministrative e di governo».

Pochi gli spazi?
«Pochi e inaccessibili. Le tariffe per gli affitti delle sale teatrali sono troppo alte. Paradossalmente gli spazi  pubblici sono quelli che costano di più. Sono anni che si parla di censimento dei beni comunali in uso e in disuso, io non ne ho visto l'ombra. So per certo però che un intero piano del Palacultura è in uso della Polizia Municipale, mentre un'associazione come Querelle, da trent'anni attiva su questo territorio, non ha una stanza in cui riunirsi. Che aggiungere?».

Contributi pubblici zero?
«Al solito in Sicilia, terra della luce e delle ombre, si passa dal troppo al niente. Dopo decenni di contributi a pioggia, si è passati al costo
zero. All'artista che campa d'aria e all'amministratore che se ne prende i meriti. Ma la nostra è una genetica forte, scorza dura, resistiamo a ogni intemperia senza mai entrare in letargo».

Nonostante tutto ci sono e quali le soddisfazioni?
«Le soddisfazioni nascono dai rapporti interpersonali che si creano. Quando si fa teatro, le persone con le quali condividi l'esperienza, diventano molto di più che semplici conoscenti. Proprio perchè nel teatro c'è in fondo una ricerca di verità, anche nella finzione, i rapporti
non sono mai superficiali. E questa è sicuramente una ricchezza. I nostri allievi sono anche la nostra famiglia. La soddisfazione la dà anche il pubblico che sinora sembra aver molto apprezzato quanto negli anni abbiamo proposto, spaziando da Melville a D'Arrigo, da Corso a Pirandello, passando per Aub, Camilleri e Dandini».

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