L’Editoriale – Formazione professionale e autostrade del crimine

Nel 1961 l’Italia ha impegnato 800 miliardi di vecchie lire per costruire “l’Autostrada del Sole”. Negli anni successivi per sistemare solo la Salerno-Reggio Calabria è stata adoperata una cifra ottocento volte maggiore. Cosa è cambiato? Non solo lira e euro, ma anche revisioni prezzi e tecniche corruttive. E una cosa: c’era la speranza. Così in Sicilia. Fino al 2011 la Regione ha impegnato 400 milioni di euro, quasi ottocento miliardi di lire, per la formazione professionale. I risultati sono stati che ottomila formatori hanno trovato il lavoro per se stessi, ma non per gli allievi: le statistiche indicano una percentuale di accesso al lavoro per i corsisti sotto l’1%.

In pratica l’Agenzia per l’impiego, da ultimo guidata dal direttore generale Rino Lo Nigro, meglio noto come “O’ Professore”, uno che millantava di avere una laurea  in tasca presa in Polonia, ha creato ottomila posti di lavoro “in house”: il programma di lavoro, “agenzia per l’impiego”, che altro avrebbe potuto significare?

Ora il procuratore di Messina Maurizio De Lucia e il suo aggiunto Sebastiano Ardita, che qualcuno vuole mandare anzitempo a Catania, hanno fatto ricorso contro la sentenza di primo grado che condanna a undici anni di carcere Francantonio Genovese, l’ex segretario del Pd che comprava enti a ”bon pisu”, cioè gratis, perché nessuno aveva il Durc, il documento di  regolarità contributiva, apposto.

Undici anni di carcere sono una buona condanna: o Genovese è stato difeso malissimo, ed è un'ipotesi, oppure se nella bilancia della giustizia si mette uno come Rino Lo Nigro o uno come il pentito Bisognano, dalla pistola facile, condannato ad appena cinque anni, si resta un po’ interdetti. Come se la giustizia in alcune direzioni facesse finta di non vedere e in altre a un tratto si incazza e calca un po’ la mano.

Genovese su alcuni fronti è “indifendibile”: altre avrebbero dovuto essere le politiche di sviluppo per i giovani che non i “family course” imbottiti come panini di mogli, cugini e parenti di primo e secondo grado. Ma il ricorso dei giudici si basa su un presupposto: “il peculato c’è, eccome se c’è”. Non vederlo è da miopi. Si sa che quelli che scrivono i libri di diritto, come il professore Carlo Paliero, sostengono il contrario: “se c’è la truffa non può esserci il peculato, e viceversa”.  Ma quello che interessa in questa sede sono gli effetti bi-fronte delle indagini. Svelate le truffe, la formazione professionale è andata a ramengo.

L’unico bando della giunta Crocetta è stato quello del Ciapi, dove ora la Guardia di Finanza ha scoperto che dal 2014  a oggi sono stati spesi 35 milioni di euro a vuoto per 1800 sportellisti, inseriti nel progetto “Spartacus”. Certificati alla Regione 9.638 utenti per un totale di 96mila e 578 ore di formazione. “Tutto falso”, hanno accertato i finanzieri. I docenti giravano i pollici dalla mattina alla sera. “Formavano se stessi”. Roba da Corte dei Conti. 35 milioni di euro più, o meno, l’autostrada del crimine corre lo stesso, no? Quella che manca è la speranza che cambi qualcosa.

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