Trifirò, il sarto del suono

“Un sarto del suono”. Ama definirsi così Gino Trifirò, il titolare dell'impresa «Teorema acustico». La bottega è piccola. Giusto tre locali: un laboratorio, un ufficio e la sala acustica. Ma una volta dentro è come assistere ad un concerto in una stanza: il paradiso degli audiofili. Le invenzioni di Trifirò hanno lo scopo di riprodurre il suono più fedelmente possibile. Chiudendo gli occhi, è possibile distinguere persino un applauso dall’altro.

Gli impianti che produco – esordisce Trifirò con un pizzico d’orgoglio- garantiscono un’esperienza musicale inferiore solo a quella di un concerto dal vivo”. Alta tecnologia con un retrogusto vintage, che deriva da oltre 30 anni di esperienza. “Per dare un’impronta al suono –continua- prima di tutto devi saperlo apprezzare. Poi realizzare. Per tanti anni ho lavorato come fonico, collaborando con i maggiori artisti della musica italiana. Pierangelo Bertoli, solo per farle un nome. E naturalmente ho ascoltato tantissima musica dal vivo: percussioni, fiati e voci”. Soprattutto in ambito classico e jazz. Il percorso è in continuo divenire: l’impresa ha come mission quella di superarsi costantemente. Anche se stare al passo con i giganti del settore (Macintosh è leader mondiale) è praticamente impossibile. “Solo un prodotto unico, in tutto e per tutto, ci permette di restare a galla. Ogni pezzo che costruiamo deve curare il trattamento del corretto timbro tonale dello spettro sonoro. In poche parole, dobbiamo fornire un’esperienza irripetibile”. Attenzione però! I sistemi di amplificazione e di diffusione della Teorema Acustico non sono per tutte le tasche. Qualche esempio? L’Amplificatore Integrato in classe A a due telai, con corpo base in legno massello di faggio e d'alluminio spazzolato, costa la bellezza di 19mila e 800 euro. Il diffusore «Full Two.Zero» vale circa 18mila euro. Il Full One. Zero, quasi 13mila. Oltre all’apparecchio HIFI, bisogna mettere in conto anche il costo dei cavi (tutti intorno ai 2mila euro), disaccoppiatori (altri 200) e i mobili appositi per riporre i dispositivi (5mila  euro). Infine l’insonorizzazione delle pareti e del tetto, che deve essere mobile per assorbire le onde sonore.

Il mercato è di nicchia – spiega l’artigiano- e la nostra azienda non fa né vendita diretta, né tramite e-commerce. Ci affidiamo alla «DML audio» che è il maggior distributore nazionale in materia di apparecchiature di riproduzione musicale. Per loro curiamo anche l’assistenza”. La clientela di riferimento della Teorema è quasi tutta italiana: professionisti, medici, imprenditori con la passione per la musica: “a nessuno verrebbe in mente di spendere delle cifre simili se non possiede una spiccata  passione e cultura musicale”. Ma il business è in espansione soprattutto nei mercati orientali. I cinesi, nonostante vantino alcune tra le aziende più all’avanguardia del settore, sono molto attratti dal suono e dal design made in Italy, che nel caso delle elettroniche di Teorema viene curato da Valter Cazan. E lo stesso vale per gli americani, gli olandesi, i russi e i rumeni. Ma farsi conoscere non è facile: “abbiamo sperimentato delle campagne pubblicitarie sia mirate che ad ampio raggio. Purtroppo non abbiamo ottenuto il risultato sperato. Non ci resta che affidarci al passaparola e alle inserzioni sulle riviste specializzate”.

Tuttavia un modo per espandere il brand c’è e Trifirò non perde occasione per sfruttarlo. Gli Expo della musica. “Purtroppo, quest’anno, non ho potuto prendere parte alla Monaco High End, la kermesse più rinomata a livello mondiale per gli esperti del settore. Ho partecipato però al Sintonie Hi-Fi di Rimini e all’ Hi-Fidelity di Milano, durante i quali ho presentato all’universo dei costruttori di sistemi di amplificazione Hi-End il marchio Teorema Acustico, di mia proprietà. E’ solo grazie a questi eventi che riusciamo a mettere in vetrina i nostri prodotti ed entrare in contatto con nuovi acquirenti”.

E Messina? A quanto pare la musica di alto livello è solo per pochi eletti. “In città, i miei clienti si contano sulle dita di una mano”. Pochi ma buoni. “Uno di loro ha speso oltre 60mila euro per realizzare una sala cinema all’interno della propria villa. Si figuri che solo il diffusore audio è costato 11mila euro”. Il risultato? “Mi creda, quel salottino fornisce un’acustica che è impossibile riprodurre anche nei migliori cinema”.

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