Zes, una mossa De Vincenti

Messina avrà le sue Zone Economiche Speciali. Parola di Claudio De Vincenti. Il ministro alla Coesione del Territorio, assicura l’inclusione di Messina dalle Zes. Una preoccupazione cresciuta dopo che il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha riconosciuto il ruolo di Zes a Palermo e al polo Catania-Augista, senza citare Messina. Ma da Palermo lo stesso Delrio ha poi rettificato: “Lunedì è stata una buona giornata in Sicilia, che ci ha consentito di fare il punto sullo stato di avanzamento di varie opere di cui beneficerà tutta l’isola. Mi sembra utile, visto alcune polemiche non motivate, tornare a parlare del porto di Messina, che non e’ affatto secondo ad altri porti nell’azione di Governo e con cui continueranno il confronto e il dialogo. Per quanto riguarda la Zes la sede portuale di Messina sarà sicuramente inclusa. Come Governo, col collega De Vincenti, abbiamo impostato un lavoro che prevede l’estensione della Zes alle Autorità di Sistema Portuale nel complesso. Messina e Gioia Tauro hanno pari dignità, e tra l’altro insieme costituiscono un sistema molto forte, quindi la Zes sarà estendibile anche al porto di Messina”.

A villa Cianciafara a Zafferia, per sostenere la candidatura di Fabrizio Micari alla presidenza della Regione, De Vincenti conferma la linea del Governo e gli investimenti sulla piattaforma di Tremestieri parlano chiaro: “A conferma di quanto sia importante il ruolo di Messina nel sistema portuale italiano, ci sono gli investimenti forti che il Governo ha fatto, con il Ministero delle Infrastrutture, con il Patto per la Sicilia e con il Patto per la Città Metropolitana di Messina, sul porto ed in particolare sulla piastra logistica di Tremestieri. Vogliamo che Messina diventi il fulcro dell’Italiama anche del mediterraneo, la sua posizione geografica strategica lo consente. E’ un nostro compito fare in modo che i porti crescano. E’ vero la Zes gira attorno al porto core, ma il fatto che Messina non sia porto core non vuol dire nulla. Così come la creazione di un’unica Authority con Gioia Tauro, Villa ed altri porti calabresi, non vuol dire che ci Messina sarà subordinata a queste realtà”. De Vincenti si è poi calato a pieno nel clima della campagna elettorale, ricordando come negli anni dei governi del centrodestra la forbice dello sviluppo tra nord e sud si sia notevolmente ampliata: “C’è una nuova politica per il Meridione, fatta di sfruttamento delle risorse e di investimenti. Queste mie parole sono avvalorate dai numeri, dagli investimenti sulle infrastrutture al sostegno ai giovani, senza dimenticare gli 82mila contratti a tempo indeterminato per le assunzioni dei giovani, 35mila solo al sud. Ma tutto questo grazie allo sgravio del cento per cento sui contributi. Qualora, malauguratamente, dovesse vincere il centrodestra – ha aggiunto – si tornerebbe indietro negli anni, vale a dire al periodo dei governi Berlusconi quando è aumentata la forbice dello sviluppo tra nord e sud. In altre parole si tornerebbe indietro di parecchi anni”.

Dici infrastrutture e pensi subito al ponte sullo Stretto, classico ever green da campagna elettorale. A rispolverarlo ci ha pensato Fabrizio Micari, nonostante all’interno del Pd messinese non vedano di buon occhio la costruzione della mastodontica opera. In occasione dell’incontro di villa Cianciafara, il Rettore dell’Università di Palermo ha chiarito la sua posizione: Il Ponte sullo Stretto non dev’essere un gioiello incastonato nel nulla – ha commentato -. E’ evidente che servono strade, collegamenti ferroviari e marittimi. Ma può essere per l’Italia e la Sicilia ciò che il porto di Rotterdam è per l’Olanda. L’apertura del canale di Suez è un evento storico, le navi risparmiano almeno 10 giorni di navigazione e la Sicilia ha una grande opportunità”.

 

 

Antonio Macauda

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