I 7 comandamenti di Assoconfidi

Assoconfidi, l’associazione di categoria che riunisce il 95% dei confidi siciliani, in grado di garantire alle circa 70.000 aziende socie ben due miliardi di euro di finanziamenti, ha stilato un documento con sette precisi punti che ha sottoposto ai candidati alla Presidenza della Regione Siciliana in occasione di un incontro pubblico che si è svolto il 17 ottobre, presso la sala “Belvedere” della Camera di Commercio a Palermo.

«L’obiettivo – precisa il presidente di Assoconfidi Sicilia, Vito Rinaudo – è mettere i futuri interlocutori politici della Regione Siciliana
davanti alla drammatica situazione nella quale versano il comparto dei Confidi e quello delle micro e piccole-medie imprese (M-Pmi), pretendendo finalmente risposte precise». Presenti all’incontro, Giancarlo Cancelleri (M5S) e Gaetano Armao (per la coalizione di centrodestra guidata da Nello Musumeci); quindi, Pino Apprendi indicato dalla lista di Claudio Fava (impegnato a Roma in una registrazione televisiva). Assenti (per impegni pregressi già comunicati) il candidato Roberto La Rosa (movimento “Siciliani Liberi”) e Fabrizio Micari (centrosinistra) che, invece, ha dato forfait all’ultimo momento. Il documento, che è stato oggetto del confronto moderato dal giornalista del Sole-24 Ore, Nino Amadore, sottolinea con dati e rapporti delle diverse istituzioni e dei principali centri studi, a cominciare da Banca d’Italia, la difficoltà riscontrata nell’accesso al credito da parte delle imprese siciliane che, in un contesto affatto favorevole, continuano a rappresentare il polmone sano dell’economia regionale. I punti principali sui quali i relatori hanno preso pubblicamente impegni e che saranno oggetto di verifica a 100 giorni dalle elezioni sono stati, tra gli altri, il rifinanziamento dei confidi attraverso la patrimonializzazione dei fondi rischi; l’attuazione della limitazione – già prevista dalla legge Bassanini del 1996 – alle sole controgaranzie, per il finanziamento alle imprese siciliane, del Fondo Centrale di Garanzia presso MCC (MedioCredito Centrale S.p.A.) o, quantomeno, limitare l’intervento di detto Fondo alle operazioni di importo pari o inferiore a 150.000 euro; quindi, procedere all’accorpamento di Irfis, Crias e Ircac per farne un unico soggetto di riferimento. «Apprezziamo queste aperture da parte dei futuri interlocutori della politica regionale – ha aggiunto Rinaudo – ma non diamo nulla per scontato poiché la stessa politica regionale ci ha abituati a essere molto prudenti. Non è un caso che nel corso di questa legislatura in scadenza – ha ancora precisato Rinaudo – abbiamo registrato la totale assenza di interventi a favore del comparto. Che poi – ha sottolineato – vuol dire assenza di sostegno alle nostre imprese che dovrebbero muovere l’economia. Serve pianificare e programmare, in maniera strutturale e non contingente, una volta per tutte».

Diverse le priorità individuate da Assoconfidi, soprattutto alla luce della totale assenza di interventi a favore dei Confidi nel corso di questa legislatura in scadenza: tra esse, a) approvazione del disegno di legge sul “Rifinanziamento dei Consorzi Fidi ex Legge Regionale n. 11/2005”, prevedendo un aumento delle risorse da stanziare; b) riforma della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11recante norme sul “Riordino della disciplina dell’attività di garanzia collettiva dei fidi” con attenzione, in particolare, alla patrimonializzazione dei fondi rischi e ai progetti di riorganizzazione o fusione dei Confidi e allo snellimento dei parametri di riconoscimento dello status di confidi da parte della Regione Siciliana; c) valorizzazione dei fondi rischi dei Confidi attraverso le misure previste dal PO FESR e dal PSR 2014/2020 a sostegno della garanzia per l’accesso al credito delle M-Pmi (strumenti di tranched cover per portafogli di finanziamenti e di fideiussioni); d) raccordo, nell’ambito di una riforma del credito agevolato in Sicilia, tra Irfis, Crias, Ircac e Confidi.

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