Messina: sigilli al patrimonio del “re del calcestruzzo”

Era l’alba quando Antonino Smiriglia, 53enne di Sant’Agata Militello, ha visto apposto i sigilli sul suo patrimonio. Ad effettuare il sequestro gli agenti della DIA di Catania, su disposizione del Tribunale Misure di Prevenzione di Messina e dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Smiriglia, noto imprenditore nel settore delle forniture, è sospettato di contiguità con la criminalità organizzata della zona nebroidea, in particolare con quella dell’area di Sant’Agata di Militello e Mistretta.

Si tratta del secondo sequestro nel giro di pochi mesi. Il primo risale al 18 luglio scorso e ha riguardato aziende, edifici, complessi industriali, cave, ville e terreni, per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro. Antonino Smiriglia, secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto delle “commesse pubbliche i cui introiti, avrebbero, in parte, rimpinguato le tasche di Cosa nostra”. Una vicinanza non soltanto affaristica, quella ricostruita dall’Antimafia, che ha documentato come l’imprenditore “sia stato sempre vicino a contesti criminali associativi partecipando, anche direttamente, a summit mafiosi, essendo – di fatto – un riferimento importante per diverse consorterie criminali espressioni locali messinesi di Cosa Nostra”.

 

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