«Io, assessore last minute», a tu per tu con Aurora Notarianni

Scherzando si definisce un assessore “last minute”, ma la determinazione nel definire la qualità di chi opera sul fronte dei beni culturali in Sicilia è ferma. Aurora Notarianni, da metà settembre a capo dell’Assessorato che fu di Carlo Vermiglio, racconta un’isola ricchissima ma ancora tutta da far fruttare, superando criticità piccole e grandi finora non affrontate per mancanza di coraggio politico e gettando le basi, pur nel breve margine di tempo concesso, per iniziative future come un potenziamento delle sinergie con i privati e con altri enti pubblici e il recupero di grandi spazi da destinare a strutture espositive, come si intende fare con la Dogana di Messina.

Assessore, innanzitutto che situazione ha trovato appena insediata?
“Non so fare un paragone dato che è la prima esperienza. Posso dire che ci siamo dati subito da fare cominciando anche da cose semplici, come l’istituzione di un protocollo informatico. Io stessa mi sono occupata di verificare tutta la posta e la posta certificata. Un modo per iniziare un percorso di eliminazione degli accavallamenti di competenze e di dispersione delle energie lavorative che ci ha già portato a poter risolvere in poco tempo questioni che magari, in passato, si sarebbero trascinate molto più a lungo. Per quanto riguarda le emergenze, ne ho trovate tante: dal ponte normanno a Troina che necessita di interventi di restauro urgenti alla villa del Casale colpita nelle settimane scorse da una bomba d’acqua che ha messo fuori uso gli impianti elettrici”.

Dal suo insediamento ad oggi ha già firmato numerosi decreti di una grande importanza...
“Ve ne sono alcuni che erano già stati avviati da chi mi ha preceduto, ovviamente: uno di questi è la perimetrazione del Parco delle Eolie, ma anche l'accordo di cooperazione per la valorizzazione di Palazzo Ciampoli. Per quello che riguarda me, sto cercando di risolvere alcuni contenziosi posti in essere da amministratori locali, come ad esempio quelli connessi al Parco di Selinunte e Cave di Tusa. Nei giorni scorsi ho anche firmato il decreto di nomina del nuovo commissario del parco di Naxos. Particolarmente importante ritengo sia stata anche la prima riunione del ricostituito Consiglio dei Beni culturali, tenutasi nei giorni scorsi”.

Quindi, dal protocollo informatico ai rapporti con gli altri enti locali, un impegno a tutto campo. Ma la struttura burocratica la sostiene?
“Assolutamente sì. Anzi, guardi, ci tengo a precisare che ogni persona che ho conosciuto in questo settore è una risorsa preziosa. Lavorano tutti come i matti, amano quello che fanno e il veder crescere man mano le risorse gestite li motiva ancor di più. E’ gente che mostra di amare il lavoro che fa e il posto in cui vive. Per quanto riguarda me, guardare la Sicilia dalla visuale dell’Assessorato ai beni culturali è sicuramente una posizione privilegiata”.

Lei parlava di crescita. Di certo la Sicilia diventa sempre più meta turistica e il suo patrimonio archeologico e monumentale aumenta in appetibilità. Resta il fatto, però, che alla fine sono pochi grandi attrattori a fare la differenza...

“E’ una crescita vertiginosa, oggettivamente, e si sta lavorando bene in molte province per ampliare l’offerta. Ogni territorio ha delle proprie caratteristiche rispetto alle quali la valorizzazione e la tutela devono intervenire anche rispetto agli aspetti della gestione degli stessi, valorizzando le buone pratiche. Per fare un esempio, il Parco della Valle dei Templi di Agrigento ha iniziato a fare agricoltura e vende i propri prodotti, e, al contempo, ha creato un ‘tariffario’ per l’utilizzo da parte di importanti iniziative private del proprio patrimonio monumentale. Questa è un’ipotesi che stiamo valutando di ampliare ad altri parchi siciliani, così come cercheremo di ripetere esperienze come l’affidamento al Comune di Taormina di Palazzo Ciampoli in modo tale che ci siano altri enti coinvolti nella gestione del patrimonio. In questa ottica si proporrà una convenzione per il recupero anche dell'ex Dogana di Messina.Il tutto senza dimenticare la collaborazione con i privati. In tanti hanno già dimostrato di voler investire in questo settore: sono energie che non possono essere disperse. Il tutto per innestare un meccanismo virtuoso che porti economia, applicando buone prassi che si sono già rilevate vincenti” (non perdere il resto dell'intervista sul settimanale 100Nove Press in edicola o nell’area abbonati).

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