La “Riscossa” incorpora Banca Antonello da Messina

La Banca Antonello di Messina? Sarà incorporata dalla Banca cooperativa “La Riscossa” di Regalbuto. Saltata la prima convocazione, “per errore” fissata il 27 ottobre, i 1220 soci dell’Antonello di Messina saranno convocati nella sede legale di via Sant’Agostino 4 alle 18 di giorno 9 novembre. Ma sarà poco più che una formalità, considerata la delicatezza dei tre punti all’ordine del giorno: l’aggiornamento sulla situazione patrimoniale; la copertura delle perdite, con possibile previsione di riduzione del capitale sociale; l’approvazione del progetto di fusione nella banca ennese “La Riscossa”. Per questo è stata già prenotata la sala Visconti per il 10 novembre, alle 18.

In questa sede la banca monosportello di Piazza Duomo, nata anche con il supporto economico della Curia di Messina e che vede tra i soci anche il Presidente dei deputati questori dell’Ars Franco Rinaldi, dovrà decidere l’incorporazione nell’istituto di credito ennese che ha aderito alla cordata nordica di Cassa Centrale Banca e che aggiunge la Banca Antonello, come secondo sportello nella provincia dopo quello che da anni già opera a Pace del Mela. Quattro milioni di capitale sociale, 15 dipendenti, la banca diretta per anni da Fabrizio Vigorita e presieduta dal direttore generale dell’Università Franco De Domenico, investita al processo di riordino imposto dalla Banca d’Italia sulle casse cooperative, già passate da 364 a 318, si è presentata “debole” all’appuntamento: la legge prevede una capitalizzazione da duecento milioni, dato dal quale il minuscolo sportello messinese è ben lontano. La raccolta si ferma a 43 milioni di euro e sui conti pesano anche crediti incagliati che rendono la situazione patrimoniale “fragile”, nonostante il bilancio chiuso con 112mila euro di utile sia stato certificato dalla Kpmg, senza particolari rilievi. Tre anni fa la banca aveva provato ad espandersi in provincia, aprendo uno sportelllo a Villafranca Tirrena, nella ex sede del Monte dei Paschi. Ma l’esperienza è stata breve: il mercato, già presidiato, non ha risposto. E l’Antonello ha fatto crescere il costo del denaro dall’11% della passata gestione al 14%. Così è nata l’idea di fusione e incorporazione in un istituto più solido, come La Riscossa” presieduta da Artutro La Vignera che vanta un patrimonio di 55 milioni di euro, 90 sportelli disseminati tra Enna, Catania e Siracusa e un amministrato di 448 milioni di euro.

Nata dopo la prima guerra mondiale, per dare un supporto alle famiglie dei soldati, la Riscossa è l’acronimo di “Lavoriamo alacremente sollevando i soldati che operarono senza sperare allori”.

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