Magna Grecia, sulla via del Distretto

In grafico ha quasi la forma di una sirena. Che, incanta e cattura, tuffando la pinna nel mar Jonio da Naxos a Taormina tra il Parco archeologico ed il Teatro Greco, immergendo le braccia nel Tirreno tra il golfo di Patti e le spiagge di Terme Vigliatore con le loro Ville Romane, con sguardo su fino al Teatro nel Parco Archeologico di Tindari, e stendendo il dorso sull'Antiquarium di Francavilla di Sicilia e sulla Necropoli monumentale di Abakainon, oggi Tripi.

È la forma del Distretto della Via dei Greci in terra di Sicilia di nordest. Che viaggia lungo un'antica direttrice con soprattutto forti orme greche ma attraversata anche da 4 millenni di storia, percorsa oggi dalla strada statale 185, ad esclusione dell'originario tracciato sui letti dei torrenti. Un nuovo "corpo" per terre dalla forte identità da salvare con il passaggio greco e le loro tracce archeologiche ma anche con le impronte d'età successiva come il castello di Montalbano, o le architetture dei Palazzi Baronali, come quello di Basicò, o di santuari e chiese come quella di S.Antonio Abate a Novara di Sicilia, e con le bellezze naturalistiche come le Rocce dell'Argimusco dalle particolari fogge d'arenaria quarzosa cesellate dal vento. Un viaggio, quello della Via dei Greci, anche etnoantropologico tra tradizioni e costumi, tra sapori della gastronomia e fogge artigianali. Presentato al Museo Archeologico "Santi Furnari" di Tripi. Come racconta, l'architetto Antonio Galeano, consulente a titolo gratuito dell'ex assessore dei "Beni Culturali e dell'Identità Siciliana".

Il 7 ottobre è stato presentato il progetto del Distretto culturale della Via dei Greci...

«È la fase conclusiva di un percorso per la costituzione di un Distretto Culturale a indirizzo archeologico e naturalistico comprendente 21 comuni dalla litorale Jonica. Il Distretto, al contempo, rappresenta anche l'esempio di un Distretto pilota relativo al disegno di legge sui "Distretti Culturali nei Territori di seconda prossimità in Sicilia", disegno di legge depositato all'Ars il 28 settembre scorso, scritto da me (e revisionato in ultima stesura insieme ai sindaci di Tripi e Novara di Sicilia, rispettivamente avvocato Pippo Aveni e dottor Gino Bertolami, dal presidente dell'Associazione Amici del Museo Archeologico "Santi Furnari" – Mast – di Tripi, avvocato Salvatore Furnari, e con il contributo del direttore Museo di Tripi, dottor Gino Sofia) e a firma dell'onorevole Nino Germanà».

Presente anche il neo assessore Notarianni: c'è una linea di continuità con il precedessore…

«La presentazione del 7 ottobre era stata inizialmente programmata durante l'assessorato dell'avvocato Carlo Vermiglio, assessore che aveva condiviso con entusiasmo la proposta del testo di legge illustrato al tavolo dei consulenti a titolo gratuito (gruppo formato da Franz Riccobono, Luigi Montalbano, Giuseppe Ruggeri, Mario Sarica e Sergio Todesco, oltre che me, che sono stato il proponente del testo di legge in oggetto); l'assessore Notarianni, subentrata all'avvocato Vermiglio, ha sposato con lungimiranza il progetto sui Distretti culturali per i Territori di seconda prossimità, che ricordiamo sarà a scala regionale, e varrà per l'intera regione Sicilia».

E' per l'appunto un progetto-pilota di un più ampio progetto dei Distretti culturali dei Territori di seconda prossimità ossia non attraversati da vie di comunicazione primaria..
«La mia opinione è che le categorie di Città e Campagna, con cui usualmente definiamo il nostro Territorio, non reggono più: la città non è formata solo da centro storico, da aree di completamento e di ampliamento. Le periferie hanno inglobato i piccoli centri di lunga storicizzazione, una volta piccoli centri satelliti alle grandi città. Guardiamo ad esempio i villaggi storici del messinese – possiamo dire di avere un unico territorio con due paesaggi, quello delle periferie con le nuove edificazioni, e quello dei centri di lunga storicizzazione ormai inglobati nel tessuto delle periferie; affrontare ogni azione di recupero delle periferie urbane senza farsi carico di questa diversità vuol dire, secondo me, operare con un approccio miope. A guardare la Campagna in genere il ragionamento è analogo, oggi i piccoli centri soffrono di una costante fuga demografica dagli ultimi anni sessanta in poi, e il loro territorio è specchio fedele di questo, abbiamo quindi oggi in forma crescente centri abitati semideserti e aree coltivate in crescente abbandono. Oggi le nuove gerarchie riguardano i territori con accesso alle reti di servizio primario (ospedali, scuole, commercio eccetera) e alle infrastrutture di trasporto veloce (autostrade, ferrovie, aereoporti, porti eccetera), definibili territori metropolitani e di prossimità, e quindi le nuove periferie territoriali, da me definite Territori di seconda prossimità, per l'assenza di accessi diretti ai servizi di cui sopra. Credo siano le nuove categorie con cui confrontarsi per ragionare in termini di rigenerazione territoriale…».

Il tutto è in un'azione d'indirizzo assessoriale "Scenari culturali di Sicilia": l'imput dell'assessore ma comunica l'idea come e a chi è nata?
«L'idea è nata da tutti i componenti del gruppo assessoriale prima menzionato dell'avvocato Vermiglio, e naturalmente condivisa e promossa anche dall'assessore» (scopri tutti i particolari sul settimanale 100Nove Press in edicola o nell’area abbonati).

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