Sicilia in vendita

“Abreve distanza dalla costa della Sicilia, in uno dei mari più belli d’Italia, quest’isola di 15 ettari è perfetta per chi è alla ricerca di un luogo
in cui vivere in tutta tranquillità. I resti della vecchia torre di guardia torreggiano sull’isola e potrebbero costituire il punto di partenza per un’abitazione o un museo. Completa l’isola una piccola cala sabbiosa ideale come punto di attracco per le barche”. Venghino signori, venghino. L’Isola delle Femmine è in vendita alla modica cifra di 3milioni 500mila euro.

A curare l’affare la “Romolini Immobiliare” di Arezzo, con tanto di annuncio sul sito web e descrizione accattivante per invogliare i compratori. “I fondali dell’isola sono facilmente raggiungibili anche da sub non professionisti, –si legge- il paesaggio è abbellito da fioriture di Iris e Romulea. La fauna è costituita prevalentemente da comuni lucertole, ma non mancano delle bellissime e poco comuni specie di farfalle”. Poi un riferimento al mito che non fa mai male “tredici ragazze turche, colpevoli di crimini molto gravi, furono caricate dai parenti su una nave poi lasciata alla deriva. Una tempesta scagliò la nave su un piccolo isolotto, dove le giovani vissero per sette lunghi anni in solitudine”. Ed infine anche i consigli per gli acquisti: “un’opportunità unica per un utilizzo parzialmente privato o semplicemente per un’opera di recupero e salvaguardia di un bene unico nel suo genere. Il restauro conservativo della torre permetterebbe di renderla utilizzabile come residenza privata, immobile di rappresentanza, immagine aziendale oppure la realizzazione di un museo che permetta ai turisti di apprezzare non solo il carattere naturalistico dell’isola ma anche quello storico, artistico e archeologico”.

La Romolini fa il suo mestiere. Ha risposto alla chiamata dei proprietari: quattro fratelli discendenti della famiglia nobiliare Rosolino Pilo. I documenti sono in regola. Vendere è nel loro diritto. Peccato che dal 1997 l’isola sia stata inclusa nella Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine, gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Anche l’Unione Europea ha riconosciuto l’importanza del sito, classificandola prima come SIC (Sito d’Importanza Comunitaria) e poi come ZSC (Zona Speciale di Conservazione). L’ha ricordato anche il sindaco Stafano Bologna: “C’è un vincolo assoluto, chi la compra potrà solo guardarla. Questa vendita è una provocazione”. Per scongiurare la cessione ai privati si è mosso anche il M5S che ha avviato una sottoscrizione popolare on-line affinché l’Isola delle Femmine resti patrimonio della collettività. Se il contratto d’acquisto andasse a buon fine, verrebbe poi girato all’Amministrazione comunale. Anche l’isola di Portopalo di Capo Passero nel Siracusano sta per passare di mano. La vendita è ormai ai dettagli. Gli acquirenti?

Una cordata di tre studi di architetti e ingegneri di Mantova, rimasti stregati dalle bellezze del paesaggio durante una vacanza. Il progetto prevede la realizzazione, all’interno dei vecchi magazzini, di 18 suite ed un ristorante gourmet; all’interno della tonnara invece dovrebbero sorgere 110 stanze, un bar, un altro ristorante, un centro benessere, delle piscine ed un solarium. Un resort di lusso insomma. L’attuale proprietario, Francesco Bruno di Belmonte, ha già firmato il preliminare di vendita. Costo fissato a circa 10 milioni di euro. Per completare l’iter mancano solo le autorizzazioni da rilasciare sulla base dei progetti esecutivi. Quelle che competono alla Soprintendenza di Siracusa e al Comune sono già state sottoscritte. Questione di poche settimane. Il sindaco Giuseppe Ferdinando Mirarchi, a differenza del collega di Isola
delle Femmine, non si è opposto all’iniziativa. Anzi. Ha definito “l’avventura imprenditoriale” una grande opportunità per il territorio. Di diverso avviso il movimento ambientalista: sull’isolotto costruire è “un divieto assoluto” perché la tonnara quanto i magazzini sono vincolati
dal Piano paesaggistico. Che però impedisce nuove costruzioni ma non la riqualificazione degli elementi preesistenti.

E’ proprio questa la sfida che attende gli investitori: modificare la destinazione d’uso, senza aggirare i vincoli. Quella di Capo Passero non è l’unica tonnara in vendita. Anche l’antico edificio del borgo marinaro di Marzamemi cerca un nuovo proprietario. Quello attuale, il cavaliere
Giuseppe Parasiliti, da oltre un anno offre al miglior offerente il cortile e gli alloggi dei pescatori. Ahimè, senza ricevere alcuna risposta. E dire che il sito, oltre ad essere incantevole, è stato il set di tanti film. E’ pur vero che l’investimento non è tra i più appetibili: la tonnara necessita di un rifacimento del tetto come anche la ciminiera, che dopo essere sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, si sta pian piano sbriciolando. Il Comune si è fatto avanti con l’intenzione di trasformare una parte del vecchio edificio in un museo del mare. Il restauro però resterebbe sempre competenza di un privato di buona volontà (scopri tutti i particolari del resto dell’intervista sul settimanale 100Nove Press in edicola o nell’area abbonati).

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