«Il futuro è nelle cooperative»

Il settore cooperativistico in Sicilia è in crescita. A svelarlo, dati alla mano, è Michele Cappadona, presidente appena rieletto dell’Agci Sicilia. Dal 2005 al 2017 sono state oltre mille le nuove realtà isolane che si sono iscritte all’Associazione Generale delle Cooperative Italiane. Cappadona nella sua corposa e dettagliata relazione, presentata nell’ambito della XV assemblea congressuale, traccia un quadro ben preciso dell’economia siciliana. Parla di cooperazione e sviluppo. Parla di Catania, Palermo e Messina che sono le province in cui le imprese cooperative raggiungono percentuali più elevate. Ma parla anche della crisi dell’economia isolana, dell’occupazione e delle strategie imprenditoriali da mettere in atto per il futuro.

Prima fra tutte arrestare la fuga dei nostri giovani che sono i migliori talenti. «A differenza di molte altre imprese – afferma il presidente - le cooperative hanno retto bene l’impatto della crisi, hanno tenuto invariati i livelli occupazionali quando non li hanno aumentati e non hanno mai delocalizzato. Molte hanno vissuto questi anni come una sfida, hanno lavorato a testa bassa e si sono affacciate sui mercati internazionali producendo maggiore ricchezza per il Paese». Ad Agci Sicilia, che conta oltre cinquantamila soci, aderiscono 1.300 cooperative operanti in vari settori. Quello che ha la percentuale più alta, il 40%, è quello della produzione e lavoro che comprende anche il turismo. Seguono il sociale con il 25%, abitazione 14%, agricolo 9%, pesca 6%, misto 4%, infine i settori del credito e finanza e dei trasporti, che si attestano entrambi all’1%. I comparti che registrano un incremento di percentuale del settore cooperativistico in Sicilia sono il sociale, quello della produzione e lavoro e dell’agricoltura. Cappadona snocciola i dati con grande chiarezza e competenza.

Classe 1956, di Patti è stato riconfermato per acclamazione da una platea di oltre trecento partecipanti presidente dell’Agci Sicilia, incarico che ricopre dal marzo 2005. Una carica arrivata dopo una ventennale carriera nel mondo della cooperazione sociale e del sindacalismo. La sua esperienza nell’ambito dell’impresa cooperativa risale al 1988 quando ha assunto il ruolo di amministratore delegato di una cooperativa sociale. «Fare sviluppo in Sicilia – continua - significa dare una scossa all’immobilismo, vincere la rassegnazione, superare le divisioni e la conflittualità sociale. Bisogna concentrarsi sui settori produttivi nei quali la nostra isola può rivestire un ruolo da protagonista: il turismo, l’agricoltura biologica, l’artigianato e la manifattura di qualità. E' necessario studiare serie strategie di destagionalizzazione, perché ogni minuto che passa sprechiamo bellezza, ricchezza, benessere».

E poi «nell’ambito della programmazione europea e dell’innovazione – dice con fermezza - sono molte le opportunità sprecate per la mancanza di professionalità. Sui giovani e la loro formazione dobbiamo puntare per il futuro». E’ stato il presidente nazionale dell’Agci Rosario Altieri a spiegare come i successi di questi ultimi anni sono legati proprio al lavoro portato avanti dal presidente Cappadona. «I dati – ha detto – dimostrano con chiarezza il peso crescente assunto dall’associazione siciliana nell’economia e nel tessuto sociale dell’isola». «L’Agci – riprende Michele Cappadona - rappresenta e tutela i propri iscritti davanti alle Istituzioni e svolge una delicata attività di vigilanza sugli enti cooperativi. Promuoviamo l’inserimento dei nostri associati nell’economia regionale e in quella nazionale fornendo assistenza legale e fiscale, economica, contrattuale ed aziendale. Fornisce consulenza anche attraverso sinergie e piattaforme interassociative con altre sigle di rappresentanza. Importante, inoltre, è assistere i nostri associati nell’accesso al credito, per il quale rivestono particolare rilevanza l’Ircac (l’Istituto Regionale per il Credito alle Cooperative) e i consorzi fidi, dei quali, tra quelli a noi aderenti, possiamo vantare gli unici due presenti in Sicilia operanti sotto l’egida della Banca d’Italia». Al congresso, svoltosi la scorsa settimana a Palermo, hanno partecipato esponenti del mondo della politica e della pubblica amministrazione quali Sergio Marino, vice sindaco di Palermo, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici, Giovanni Callea in rappresentanza del Movimento Cinque Stelle, l’onorevole Salvatore Cordaro, deputato dell’Ars, Sami Ben- Abdelaali, presidente dell’Ircac e l’ex rettore dell’ateneo palermitano, Roberto Lagalla.

E ancora i presidenti regionali di Confcommercio, Confartigianato Sicilia, Confindustria Sicilia, Sicilia Impresa, i presidenti regionali di analoghe associazioni di rappresentanza cooperativa quali Confcooperative e Lega Coop, rappresentanti della Uil.

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