25 Maggio 2013













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Promossi e bocciati
Chi sono e cosa hanno fatto per cinque lunghi anni gli inquilini del Comune di Messina. Alla vigilia delle amministrative, ecco chi merita la riconferma. E chi no
MESSINA."Su tutti i stissi". "Si vedono e si sentono solo quando devono chiedere il voto". "E' tutto unmagna magna". Se l'antipolitica si nutre di luoghi comuni, e mai come oggi è stato più vero, è anche vero che la politica spesso offre il fianco a considerazioni di questo tipo. Ma che siano "tutti gli stessi" non è un alibi che regge. Non nel consiglio comunale messinese, che va al rinnovo tra due settimane. C'è chi ha lavorato, anche sodo, e chi ha scaldato la sedia, e c'è chi quella sedia non l?ha quasi mai occupata. Non fisicamente, visto che salvo rarissimi inconvenienti, il tetto dei 2200 euro lordi, il massimo cumulabile ogni mese da un consigliere, lo incassano pressochè tutti. Anche chi arriva alle sedute d'aula dieci minuti prima che si chiudano, o che inizia e se ne va dopo un quarto d'ora, o chi ancora la mattina alle otto arriva a palazzo Zanca, mette la firma di presenza in commissione e poi va a fare altro, con gettone di presenza e "giustificazione" dal posto di lavoro incassata. C'è chi lo stipendio se lo è guadagnato e chi no. C'è chi ha rispettato il mandato conferitogli dagli elettori. E chi, come da buon luogo comune, "si fa vedere e sentire solo per chiedere il voto".
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